Solarium senza pagare e minacce di violenze «Arie da camorrista»
PAVULLO. All’inizio entrava nel centro estetico di via Giardini come un normale cliente, faceva una lampada e se ne andava dopo aver pagato. Ma con il passare del tempo aveva cambiato atteggiamento tanto da finire a processo con l’accusa di estorsione. E ieri sono stati diversi i testimoni che hanno raccontato al giudice Danilo De Padua quel periodo di timori e tensione vissuto a causa del 54enne di origini campane, rappresentato dall’avvocato Massimo Porta. È stato in particolare il marito della titolare – la coppia si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Marco Pellegrini – a svelare le paure. «Parliamo di cifre minime, 60 euro al massimo, per 7-8 lampade – ha premesso rispondendo alle domande della pm Nicoletta Garibaldo – ma ormai entrava, faceva il solarium e diceva “segna”. La situazione è degenerata quando gli ho fatto notare che avrebbe dovuto saldare il conto prima di usufruire ancora del servizio. Mi si è avvicinato parlando con spiccato accento napoletano, ho potuto capire solo alcune offese e ha mimato il gesto di volermi “aprire in due”. Ero intimorito, anche perché lui mi ha raccontato, in un altro caso, di essere stato in carcere dopo aver spaccato la faccia ad un marocchino».
L’imprenditore si reca dai carabinieri a novembre quando il 54enne torna nel centro estetico, e si sente negare la prestazione da parte della ragazza addetta. «Di al tuo capo che si è creato un nemico, che lo appendo alla vetrina e gli spaccherò la faccia», racconta la testimone in aula, rievocando le parole dell’imputato e ammettendo che il suo datore di lavoro “temeva appartenesse alla criminalità organizzata campana visti i toni”.
Nel corso dell’udienza è emerso anche un presunto acquisto di una pistola, ipotesi che avrebbe incrinato i rapporti tra la vittima e il napoletano, il quale si sarebbe dovuto eventualmente adoperare per fargliela avere. «No, non ho mai chiesto di procurarmi una pistola», ha detto il marito della titolare del centro estetico, allontanando da sé una ricostruzione alternativa legata ad una denuncia fatta per ripicca. —
F.D.
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