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In quattro su 60 alla comunione «La richiesta è delle famiglie»

Saverio Cioce
In quattro su 60 alla comunione «La richiesta è delle famiglie»

Don Daniele: «Il Covid ha condizionato la partecipazione a Messe e catechismo I genitori di questi bambini volevano celebrarla a maggio, perché rifiutare?»

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Saverio Cioce

FINALE. Quest’anno solo quattro bambini faranno a maggio la prima comunione. Tutti gli altri, una sessantina in totale, rimandati a ottobre. La notizia a Finale ha fatto il giro del paese ma dietro alla scelta del parroco don Daniele Bernabei non ci sono scelte discrezionali ma pastorali, come ha spiegato lui stesso in una lettera inviata ai genitori dei bambini dopo averne discusso con la comunità parrocchiale.

«Il Covid ci ha fatto rimettere in discussione tutto – spiega pacatamente alla Gazzetta, con la diplomazia di chi è abituato a mediare tra sensibilità diverse – Se l’anno scorso dopo la prima ondata tra marzo e maggio ci è bastato rinviare la cerimonia in autunno, quest’anno ci siamo trovati da subito ad applicare misure di distanziamento e precauzione come raccomandato da tutti. Anche con il catechismo, certo. I genitori, alle prese con i contagi a scuola, erano in ansia per la convivenza in spazi ridotti di bambini che magari la mattina dovevano rispettare la quarantena. Così abbiamo scelto di fare le lezioni via video, per tutti i 200 bambine e bambini che dovevano continuare la formazione religiosa ai vari livelli, tra elementari e medie. Gli unici esentati sono stati i più piccoli della seconda elementare, che partiranno l’anno prossimo, se la situazione sanitaria lo permetterà. Bene, i corsi hanno avuto tanto successo che abbiamo superato, e di parecchio, la quota dei 99 ammessi in contemporanea sulla piattaforma. Però le chiusure e le distanze legate alla pandemia non ci hanno aiutato nella frequenza alle messe, che pure è prevista per i bambini che si accostano ai sacramenti. E dire che avevamo pure raddoppiato le messe per le 11, per cercare gli spazi adeguati visto che la nostra Chiesa del Seminario è piccolina; utilizzavamo quella che ci fu donata in occasione del terremoto, che è pure da centro di comunità della Caritas ma la partecipazione restò bassa».

«Quando si decise di ripetere l’esperienza delle prime comunioni a ottobre – continua don Daniele – si sono avvicinate quattro famiglie che erano state assidue alle celebrazioni assieme ai figli; una di loro non ha perso un appuntamento con il triduo pasquale. Mi hanno chiesto di poterle fare a maggio, nella data della tradizione e, dopo adeguata riflessione, ho pensato che non potevo negare a quelle famiglie la gioia di accogliere Gesù. Al tempo stesso rispetto senza riserve le scelte degli altri genitori, che in via prudenziale sono stati lontani dalle funzioni in presenza. Sarò ben felice di essere con loro nel percorso che arriverà al sacramento di qui a pochi mesi».

Il finale di questa piccola odissea tra le ondate del Covid e la navicella dei sacramenti ai bambini, ha suscitato qualche riserva. Di fatto le prime quattro comunioni si terranno in concomitanza con la festa della Beata Vergine Ausiliatrice l’ultima domenica di maggio. E le cresime? Dopo cinque anni di frequenza di catechismo, nonostante le assenze e le tribolazioni del biennio Covid, si terranno con il calendario prefissato di sempre. Ma per rispettare i precetti antipandemia, varati anche dalla Cei a cominciare dal distanziamento, sarà tutto raddoppiato, a cominciare dallo spazio. Si andrà nella sala polivalente di Casumaro e si terranno due cerimonie, alla mattina e al pomeriggio, con la presenza dell’arcivescovo Erio Castellucci ee dell’arcivescovo emerito Giuseppe Verucchi. —

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