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Lo scontro ricompatta il centrodestra e il centrosinistra

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Roma. Sul disegno di legge Zan si riformano i blocchi di partenza. Nemmeno Fedez poteva immaginare che, con il suo intervento dal palco del 1° maggio, avrebbe forse tolto le castagne dal fuoco ai leader di centrodestra e centrosinistra. Sul disegno di legge contro l’omotransfobia che porta la firma del deputato Pd Alessandro Zan si è aperta una battaglia politica che ha rimesso ogni tessera del mosaico che compone maggioranza e opposizione al governo Draghi al loro posto. Da un lato c’è il centrosinistra, o quantomeno il blocco giallorosso dem-M5S-Leu che sfrutta l’onda mediatica provocata dal rapper per spingere il testo verso l’aula del Senato e la definitiva approvazione. Dall’altro lato del campo, Lega-FdI-FI ritrovano la compattezza che la nascita dell’esecutivo aveva compromesso.

«Voglio ringraziare Fedez perché il fatto che una persona come lui parli di questi temi con la forza con cui ne ha parlato lui rende possibile rompere i tabù per i quali sembra che non si possa parlare di diritti perché siamo in pandemia», dice Enrico Letta. «Io sto con Fedez. Nessuna censura», scrive sui social il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte.

Nel centrodestra è Matteo Salvini a replicare. Ma con toni bassi, stavolta: «Litigare non serve, è un momento drammatico. Io cerco di costruire, di proporre», dice in tv affermando di essere «a disposizione» per un confronto con Fedez. Sempre restando in casa Lega, anche il presidente della commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, altro politico messo nel mirino dall’artista, interviene nel dibattito: «Il disegno di legge Zan tratta questioni fondamentali: affettività, famiglia, libertà di espressione e di educazione. Su questi temi non si improvvisa. Se è scritta male, il Parlamento deve riscriverla».

Il tema ricompatta l’area. Perché la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, picchia duro: «La smodata esibizione di Fedez è la conferma del furore ideologico del disegno di legge Zan e dell’intolleranza verso tutti coloro che dissentono dal pensiero unico». Anche Forza Italia si accoda: «Viva la libertà di espressione, per tutti. Viva, quindi, anche la libertà di critica a un provvedimento che rappresenterebbe un passo indietro», dice il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto. —



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