«Fatture per operazioni che non esistono» Imprenditori a processo
CASTELFRANCO. Utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Questa l’accusa da cui si dovranno difendere durante il processo, che inizierà a ottobre, cinque imputati. La contestazione dell’evasione fiscale a loro carico si aggira su centinaia di migliaia di euro.
Alla sbarra sono finite imprenditori di origini campane con attività edili, che si occupano anche di ristrutturazione, nella zona di Castelfranco.
Il giudice Roberto Mazza, ieri, ha disposto la data della nuova udienza. Si è stabilito, inoltre, che uno dei reati di cui dovevano inizialmente rispondere gli indagati, ovvero l’associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale, è risultato prescritto.
I fatti risalgono al periodo che va dal 2008 al 2010.
Secondo l’accusa, tra i reati inizialmente contestate agli indagati, due dei quali difesi dall’avvocato Alessandro Sivelli, c’è quello di associazione a delinquere, connotata dal punto di vista fiscale, poteva ravvisarsi perché erano coinvolte più di tre persone.
Una società emetteva fatture nei confronti delle altre società e l’accusa afferma che l’oggetto di tali documenti fossero operazioni inesistenti.
La notizia di reato è scaturita dopo gli approfondimenti della Guardia di finanza per sospetti su fatture per operazioni non reali, come detto, registrate dal 2008 al 2010. La procedura per verificare il fatto è stata complessa e ha richiesto numerose verifiche.
Uno degli imputati coinvolti nel caso è morto recentemente in un incidente stradale.
La prescrizione per il reato di associazione a delinquere per finalità fiscali, ha creato come conseguenza il dissequestro di alcuni beni. Sono stati, infatti, revocati i sequestri per alcuni beni mobili e immobili.
Come detto, l’inizio dell’istruttoria è fissata per ottobre. —
S.A.
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