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Ferrari frena e rinvia di un anno i target

Gianluca Pedrazzi

Trimestrale positiva, gli utili crescono a doppia cifra. Ordini ai massimi ma pesa incertezza Covid. Caduta in Borsa: -8%

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Gianluca Pedrazzi

MARANELLO. La Ferrari è fiduciosa di raggiungere il limite superiore dei target 2021, ma rinvia di un anno gli obiettivi fissati per il 2022. Perché anche il Cavallino si augura «che l'operatività non sia impattata da ulteriori restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19».

Per qualsiasi azienda quelli annunciati ieri dalla Rossa sarebbero ottimi dati, ma questa incertezza e questo rinvio dei target di dodici mesi sono stati sufficienti per pesare sul titolo a Piazza Affari con una caduta dell’8%.

I NUMERI

Per il 2021, la Ferrari punta a ricavi per 4,3 miliardi, a un margine operativo lordo tra 1,45 e 1,5 miliardi (tra il 33,7% e il 34,9% del fatturato), a un utile operativo tra 970 milioni e 1,02 miliardi, a un utile per azione tra 4 e 4,2 euro e flussi di cassa per 350 milioni. Tali prospettive, però, sono subordinate agli sviluppi dell’emergenza Covid. Guardando ai ricavi, in totale sono saliti dell'8% ( +10,8% a cambi costanti), si nota che i ricavi generati da automobili e parti di ricambio si sono attestati a 855 milioni (+8,5%), quelli da motri sono stati pari a 45 milioni (+38%) e quelli da sponsorizzazioni a 91 milioni (+1%). I volumi hanno avuto un impatto positivo (5 milioni di euro) dovuto al lieve aumento delle consegne rispetto all'anno precedente. La variazione del mix/prezzo (48 milioni) è attribuibile al forte contributo del mix prodotti più ricco, grazie alla Sf90 stradale e alle Ferrari Monza sp1 e sp2. I costi industriali e di ricerca e sviluppo sono aumentati di 19 milioni. Nel corso del trimestre gli oneri finanziari netti si sono attestati a 9 milioni rispetto a 13 milioni dell'anno precedente. Al 31 marzo la liquidità disponibile complessiva era 1,73 miliardi (da 2,062 miliardi al 31 dicembre) a seguito del rimborso di 500 milioni di un prestito obbligazionario in scadenza nel 2021 e incluse le linee di credito committed e inutilizzate per 750 milioni. Nel corso del primo trimestre sono state riacquistate azioni proprie per 28 milioni di euro. E nei primi tre mesi Ferrari ha consegnato 2.771 vetture (+1,2%) rispetto lo stesso periodo del 2020. Le vendite dei modelli a 8 cilindri (v8) sono aumentate dell'8,1%, mentre quelle dei modelli a 12 cilindri (v12) sono calate del 19,6%. Il risultato del trimestre è stato trainato dalla famiglia F8 e dalla 812 Gts. Le consegne della Sf90 stradale e della Ferrari “Roma” continuano ad accelerare, mentre la famiglia 488 pista e la Portofino sono giunte a fine produzione.

LE CONSEGNE

«Le consegne trimestrali sono state impattate dalle scelte di allocazione geografica operate da Ferrari in funzione del ritmo di introduzione dei singoli modelli - spiega l’azienda - Di conseguenza, la regione Emea (Europèa, Medio oriente e Africa) ha registrato una flessione del 3,8%, le Americhe sono rimaste invariate, la Cina continentale, Hong Kong e Taiwan hanno fatto un balzo del 424,3%, sostenuta dall'arrivo di nuovi modelli e accentuata da un confronto favorevole con l'anno precedente, mentre il resto dell'Apac (Asia e Pacifico) ha subito una flessione del 16,6%. —



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