L’idea del Cavazzi: un robot-Cicerone per presentare i quadri di Covili
La 3A ha istruito l’umanoide “Nao” per farlo diventare guida alla collezione custodita nel castello: progetto in semifinale
Daniele Montanari
Pavullo. Un robottino che fa da Cicerone per le visite guidate al castello di Montecuccolo? Non è fantascienza ma già realtà con il progetto realizzato dagli studenti di 3A del liceo scientifico Cavazzi di Pavullo, che hanno reclutato allo scopo Nao, il piccolo umanoide (53 centimetri) arrivato nella scuola a settembre per gli scopi didattici previsti dai realizzatori della SoftBank Robotics. Attraverso un apposito software è infatti possibile istruirlo a interagire con l’esterno e con le persone, grazie alle telecamere e i sensori di riconoscimento di cui è dotato.
Sotto la guida dei prof Annamaria Lisotti (matematica e fisica), Alessandra Gianelli (inglese), Francesca Plantamura (italiano), Giorgia Vicini (arte) e Patrizia Badiali (sostegno), la classe ha pensato in particolare di fargli acquisire tutte le informazioni relative alla collezione di quadri di Gino Covili allestita in mostra permanente (“Il paese ritrovato”), ma anche sul castello stesso e il territorio. Così da permettergli di essere una vera guida, preparata e attenta, in grado di seguire i visitatori di stanza in stanza (il robot ovviamente cammina) e di presentare le opere interagendo con il pubblico, grazie all’intelligenza artificiale, anche con domande sul loro gradimento.
«Per riuscirci c’è voluta una precisa organizzazione e pianificazione dei compiti – sottolineano per la classe Marika Cipollina e Maria Giulia Desiante, che si occupano della divulgazione del progetto – sono stati selezionati cinque quadri di Covili che ricreassero al meglio l’atmosfera locale del passato e con cui Nao potesse interagire maggiormente, quindi si è programmato il robot utilizzando tutte le sue potenzialità, a partire da riconoscimento facciale e sensori tattili. È stata un’attività innovativa e divertente anche, grazie ai corsi svolti a marzo con peer teachers». Il progetto non è rimasto confinato alla singola classe: per Nao sono stati aperti account social (“Nao Braiins” su Facebook, poi Twitter, Instagram e YouTube) con cui fare partecipi tutti del lavoro che via via si stava facendo. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia e il collegamento da remoto, tutto ha funzionato bene, tanto che la 3A è arrivata alla semifinale del contest nazionale legato all’utilizzo didattico del robot (la “Nao Challenge” quest’anno dedicata alla cultura) che si svolgerà il 13 maggio sulla base di video che documentano l’attività. In caso di vittoria si accederà alla finale del 25 maggio, per la quale andrà registrata al castello una vera e propria visita guidata da Nao, che sarà poi valutata dai giudici.
Al di là dell’esito, resterà comunque un’esperienza indimenticabile. E magari chissà, da un progetto scolastico Nao potrebbe anche diventare un’attrattiva turistica per speciali eventi al castello. —
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