Manifattura Riese avvia la procedura di liquidazione
HA IL BRAND “NAVIGARE” E 83 I LAVORATORI CHE RISCHIANO IL POSTO
CARPI. «L’azienda verrà messa in liquidazione». Questa la frase lapidaria pronunciata da legali e consulenti della Manifattura Riese, conosciuta per il marchio Navigare, con sindacati e rsu. Una frase che arriva come un macigno dopo un lungo periodo di incertezza e assenza di comunicazioni. Tutto d’un tratto, 83 addetti, con la prevalenza della componente femminile e la metà dei quali in punti vendita in tutta Italia, rischiano il posto. La società ha da circa 5 anni come socio di maggioranza il Fondo di investimento Consilium. Quattro mesi fa ha lasciato il territorio di Rio Saliceto insediandosi a Carpi. «Volevamo avvicinarci al polo del fashion», era stata la motivazione dichiarata. E oggi la liquidazione. Manifattura Riese, come molte aziende del settore, versa in una crisi produttiva rilevante, alimentata dalla prolungata chiusura dei negozi a causa del Covid. «Da tempo aleggiava la notizia che l’azienda da alcune settimane avesse intrapreso trattative per la propria cessione e i lavoratori stavano esercitando una certa pressione affinché la direzione aziendale si decidesse a fornire maggiori informazioni – dice Cgil Filctem e Filcams - Ma non era in alcun modo immaginabile che si potesse giungere in maniera così repentina ad una simile conclusione. Filctem e Filcams hanno chiesto immediatamente l’apertura di una trattativa presso l’Assessorato regionale al Lavoro. Troppi interrogativi e troppi dubbi gravano su questa scelta che parrebbe atta esclusivamente a mettere fuori gioco le maestranze. Non è infatti ipotizzabile che a circa 100 giorni dall’inaugurazione in pompa magna della nuova sede carpigiana, si decida di sopprimere un marchio che da 61 anni ha saputo conquistare una interessante fetta di mercato. Non risulta che l’azienda abbia particolari problemi finanziari, tanto che ha dichiarato di voler procedere ad una liquidazione in bonis. Tutto ciò fa presupporre scenari che hanno come unico scopo quello di salvare un marchio ai danni di 83 famiglie». Oggi i lavoratori faranno altre quattro ore di sciopero davanti ai cancelli di via Copernico, dalle 9 alle 13. —
Serena Arbizzi
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