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Omicidio dell’avvocato Morandi Il caso-Concas arriva dal giudice

F.D.
Omicidio dell’avvocato Morandi Il caso-Concas arriva dal giudice

Udienza preliminare per l’uomo accusato di aver ucciso la donna che frequentava La difesa punta ad un giudizio abbreviato. Prime schermaglie su una relazione 

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Per la terza volta, sempre con l’accusa di omicidio, Pasquale Concas dovrà difendersi. Il 53enne di origini sarde, attualmente detenuto per l’assassinio di Arieta Mata per il quale è stato condannato a 20 anni di carcere, ieri ha iniziato un nuovo iter giudiziario. In questo caso, davanti al giudice per l’udienza preliminare, dottoressa Eleonora Pirillo, l’imputato e i suoi avvocati (Marco Pellegrini e Roberto Ricco) dovranno confrontarsi con l’accusa di aver ucciso l’avvocato civilista, Elena Morandi. I fatti risalgono al 24 settembre 2017 quando nell’appartamento della legale, in via Boccabadati, una strada laterale della Vignolese, scoppiò un incendio nel quale la donna morì asfissiata.

Le imputazioni per Concas, formulate dal pubblico ministero Francesca Graziano, sono pesanti: omicidio aggravato dai futili motivi, rapina e incendio con l’intento di sopprimere il cadavere dell’avvocato. Stando agli accertamenti, il 53enne sardo e Morandi si conoscevano e si frequentavano e fu lui l’ultimo a vedere la civilista che stava attraversando un complicato periodo. Lui non ha mai ammesso alcuna responsabilità, ma viene accusato di essersi impossessato del personal computer della vittima e di 300 euro in contanti.

Davanti al giudice Pirillo sono emerse alcune sfaccettature dell’udienza preliminare. Gli avvocati difensori hanno infatti ottenuto la possibilità di incardinare un processo con rito abbreviato che garantirebbe a Concas un’eventuale condanna con sconto di un terzo della pena. Ma gli stessi legali puntano soprattutto ad alleggerire la posizione del loro assistito. Per farlo sarà necessario dimostrare che la morte avvenuta in via Boccabadati fu una disgrazia, innescata da una sigaretta non spenta, e non certo un piano ordito da Concas per uccidere l’avvocato Morandi e distruggere il cadavere, appiccando un incendio devastante.

Per il momento ci sono state soltanto alcune schermaglie tra Procura e difesa relative ad una relazione criminologica che la dottoressa Pirillo ha dichiarato inutilizzabile. Si torna in aula a settembre quando Concas risponderà alle domande delle parti mentre la sentenza è attesa a ottobre. —

F.D.

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