Processo a Giovanardi «Senato, tempi lunghi Noi intanto iniziamo»
Il presidente del tribunale convoca l’onorevole a giugno Oggi la Giunta delle immunità darà comunque un parere
In meno di 48 ore arriverà una svolta sul fronte giudiziario per Carlo Giovanardi. L’ex senatore, imputato per minacce a corpo politico dello Stato e rivelazione di segreto d’ufficio nella nota vicenda sulle white list del sisma e la prefettura di Modena, attende infatti per oggi una decisione della Giunta per le immunità parlamentari. Secondo il politico le sue furono critiche contro la gestione delle white list, fatte nel suo ruolo di senatore del territorio. Tesi ribadita anche la settimana scorsa nell’audizione di fronte alla Giunta, che oggi dovrà terminare l’esame della vicenda e decidere se proporre al Senato di votare a favore dell’immunità o se avanzare il nullaosta per il processo.
Ma i tempi di votazione del Senato – dove da oltre un anno attende di essere analizzata anche l’altra richiesta che riguarda soltanto l’utilizzo dei tabulati telefonici – non coincidono con quelli del tribunale. A gennaio il presidente Pasquale Liccardo aveva infatti sospeso il processo a Giovanardi per tre mesi con l’obiettivo di ottenere un parere vincolante dal parlamento, che però non è arrivato. «Il tempo è trascorso – ha sostanzialmente detto ieri mattina in udienza – Il Senato deve ancora esprimersi. Nel frattempo ci rivediamo il 15 giugno per iniziare il processo».
E la data non è certo stata scelta a caso: lo stesso giorno, mezz’ora dopo la convocazione per l’udienza-Giovanardi, è infatti in programma anche l’udienza del procedimento contro la famiglia Bianchini di San Felice, l’ex vice prefetto Mario Ventura, funzionari dello Stato e uomini dell’agenzia privata Safi. Si tratta del resto dell’inchiesta dei carabinieri del Reparto Operativo Nucleo Investigativo di Modena sulle white list. Chiaramente l’intenzione è quello di riunire i due fascicoli e iniziare a convocare i testi affinché si vada alla ricerca di una verità processuale al di là di ciò che poi farà il Senato.
«Riteniamo che a questo punto ci siano le condizioni per procedere con le udienze per Giovanardi. I tre mesi che il tribunale aveva concesso sono trascorsi e non ci sono espressioni definitive», aveva auspicato il pubblico ministero Giuseppe Amara che insieme alla collega, Monica Bombana, sostiene l’accusa. L’avvocato difensore, Marilisa Tenace, ha invece depositato la convocazione della Giunta delle immunità parlamentari, che di fatto ha imposto un rinvio dell’udienza di ieri in attesa di ulteriori valutazioni del mondo politico. —
F.D.
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