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Castelfranco Così il Ramadan diventa il mese della solidarietà

Castelfranco Così il Ramadan diventa il mese della solidarietà

Durante questo mese come associazione cerchiamo di incrementare gli aiuti nei confronti dei più bisognosi, a maggior ragione dato che sono aumentate le disuguaglianze durante la pandemia. Ogni settimana distribuiamo a circa 25 famiglie una spesa solidale oppure in occasioni particolari doniamo generi di prima necessità all’associazione Porta Aperta di Modena,

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MODENA Circa 2 miliardi di musulmani al mondo, lo scorso 13 aprile, hanno iniziato a digiunare durante il mese di Ramadan, nono mese dell’anno del calendario lunare islamico in cui si celebra la prima rivelazione del Corano al Profeta Mohammad tramite l’Arcangelo Gabriele. Durante questo mese, fino al 12-13 maggio, è prescritto ai musulmani il periodo di digiuno, dall’alba al tramonto, uno dei cinque pilastri dell’Islam. Si parla spesso del digiuno nel mese di Ramadan senza però conoscerne a fondo il significato, incorrendo in commenti e considerazioni frutto di incomprensione e superficialità di analisi.


«Il digiuno non è erroneamente, come si pensa, una “punizione” nei confronti dei credenti, ma bensì una benedizione e una preziosa occasione per una ri-educazione del corpo, della mente e dello spirito. È una scuola di formazione, crescita, cambiamento e pazienza - spiega Basma Aissa, educatrice socio-pedagogica di Castelfranco Emilia, vicepresidente dell’associazione Donne nel Mondo di Modena - In questo mese, si mangia esattamente al tramonto: abbiamo diverse applicazioni sui cellulari che ci indicano l’avvenuto calar del sole. È una buona consuetudine interrompere il digiuno con dei datteri, secondo la tradizione profetica ed è sbagliato abbuffarsi la sera, è contro la filosofia stessa del digiuno. Si consuma un pasto a piacere, secondo i propri gusti e tradizioni culinarie, ed è importante seguire alcune indicazioni nutrizionali per poter affrontare nel migliore dei modi il giorno successivo».


Si comincia a digiunare in età puberale, esattamente dalla comparsa del menarca per le ragazze e del semenarca per i ragazzi e ci sono alcune categorie di persone esonerate dal digiuno come i bambini, anziani, malati, viaggiatori, donne gravide o in allattamento, donne con il ciclo mestruale perché il digiuno non deve assolutamente recare danno alla salute di nessuno.


Digiunare dall’alba al tramonto vuol dire astenersi da cibo, acqua, fumo e rapporti sessuali. «In realtà occorre andare ben più oltre, è un digiuno dei sensi, astenersi ad esempio dalle cattive abitudini o comportamenti, dal linguaggio negativo, maldicenze e tenere sotto controllo la propria ira - spiega Basma - Vuol dire avvicinarsi ad uno stile di vita che contempli tanta energia positiva, cercando di vincere e combattere i propri desideri attraverso la disciplina e la pazienza. Durante la giornata, continua la vita quotidiana di sempre, chi studia e chi lavora, ma si è invitati a lavorare su se stessi cercando di usare il proprio tempo in modo produttivo ed aumentare le buone opere di carità e gli atti di adorazione nei confronti di Dio come lettura del Corano, invocazioni, preghiere».


Le date di inizio e di fine del Ramadan non sono sempre le stesse. A differenza del calendario gregoriano, quello islamico ha come riferimento le rotazioni della luna intorno alla terra. Ogni anno, il Ramadan inizia di solito circa 10 o 11 giorni prima di quello precedente e la sua durata è variabile, perché la lunghezza di ogni mese nel calendario lunare dipende dalla luna crescente

. Alla fine del mese, si celebra “Eid al Fitr” o “Festa della Rottura”, che segna il termine del digiuno e l’inizio di un nuovo mese lunare. Esiste anche un beneficio a livello sociale derivante dalla pratica del digiuno: «Il digiuno rende uguali ricchi e poveri, deboli e potenti. Ramadan dunque richiama a divenire umili, rendendosi consapevoli della propria natura umana, rende più empatici ed altruisti, accresce il senso di fratellanza e unione, pone un limite al consumismo e agli sprechi - spiegano dall’Associazione Culturale Islamica di Castelfranco Emilia che, tra le varie cose, con Arci Solidarietà e Caritas di Castelfranco, con il patrocinio dell'Unione del Sorbara e del comune, da alcuni mesi ha avviato la Spesa sospesa - Ramadan è chiamato anche il mese “generoso”, in cui siamo invitati ad accrescere l’altruismo e la solidarietà.

Durante questo mese come associazione cerchiamo di incrementare gli aiuti nei confronti dei più bisognosi, a maggior ragione dato che sono aumentate le disuguaglianze durante la pandemia. Ogni settimana distribuiamo a circa 25 famiglie una spesa solidale oppure in occasioni particolari doniamo generi di prima necessità all’associazione Porta Aperta di Modena, cuciniamo i pasti per i senza fissa dimora, doniamo la spesa ad Arci Solidarietà di Castelfranco che poi si occupa della distribuzione. È importante fare rete anche con le altre associazioni, in un’ottica di crescita di comunità. L’altruismo, l’empatia e l’etica di cura non hanno colore né religione». —<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA

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