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Così una famiglia decide di vivere con ospiti della Casa della Carità

Giovanna Frigieri
Così una famiglia decide di vivere con ospiti della Casa della Carità

I coniugi Zilioli, lui ingegnere e lei impiegata, e due figli da alcuni giorni hanno aderito al progetto portando il loro aiuto a chi occupa la struttura  

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Giovanna Frigieri

"Di casa in casa" é un progetto, nato nel 2017, realizzato dalla Casa della Caritá di Sassuolo, in via Cimarosa. L'iniziativa è stata realizzata da suor Katia Ferrari, coordinatrice della struttura e da un gruppo di famiglie. «Il progetto – spiega suor Katia - è rivolto a una famiglia che si sente adatta e decide di accogliere la chiamata di Dio. La famiglia potrà, così, trascorrere tre mesi in un appartamento adiacente la nostra struttura che consente un'autonomia di vita di famiglia come ad esempio il lavoro, ma allo stesso tempo la vita della Casa della Carità come la preghiera, i pasti, il tempo libero e il servizio di volontariato verso i residenti in difficoltà. Bisogna precisare che la Casa della Carità è stata aperta da anni e accoglie persone difficoltà. e non autonome. Proprio per questo abbiamo bisogno di volontari che ora sono un centinaio e si dividono a turno tra la mattina, il pomeriggio e la sera. Questa Casa della Carità fa parte di una congregazione mariana della Case delle Carità che sono diffuse all'estero come in India e Albania e per l’Italia nella nostra regione dove ce sono una quindicina. Proprio perché all'interno di queste strutture vivono persone in difficoltà, ci sono dei volontari. E la sorgente di tutto questo e la carità cristiana». A Sassuolo da quattro anni la famiglia ospitata nell'appartamento fornisce anche un servizio di volontariato in base, però, agli impegni di lavoro. Lara Corradini, impiegata, David Zilioli, ingegnere, con le figlie Anna di 12 anni ed Ester di 9 anni, è la famiglia ospitata in questo periodo. La coppia e i figli, che hanno già ripetuto questa esperienza due anni fa, vive a Braida e si trova alla Casa della Carta da domenica scorsa. «Ora l'età media dei volontari - he detto la coppia - è di 50 anni. Le famiglie, che sono state ospitate dal 2017, sono fino ad oggi dieci. Bisogna precisare che, anche se agli occhi delle persone la Casa della Caritá può sembrare una Casa di riposo, in realtà é un pezzo di Chiesa. Nonostante questo soggiorno noi continuiamo la nostra vita di sempre con il lavoro e la famiglia. Possiamo mangiare nell'appartamento, ma possiamo andare nel salone con gli ospiti. In questo modo si possono creare dei legami di amicizia, invitare anche amici parenti e ospitare gli animali. Quando due anni fa abbiamo fatto questa esperienza per la prima volta, avevamo trasferito anche il gatto... Prima di intraprendere questa strada, eravamo all'interno della Parrocchia di Braida e poi piano piano ci siamo avvicinati alla Casa della Caritá».

Anche per le figlie della coppia l'esperienza ella Casa della Carità è positiva, perché per loro gli ospiti sono diventati dei nonni, e per gli ospiti loro sono delle nipoti. —

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