“Quinta Parete” sfrattata da Auditorium e Sala Temple
L’associazione non si aggiudica nessuno dei due bandi per gli spazi che occupava La lettera al Comune: «Pensate che siamo una ricchezza per Sassuolo?»
Stefania Piscitello
Quinta Parete, associazione nata nel 2006 che porta avanti l’idea del teatro come strumento di cambiamento personale, sociale e civile, non ha più casa a Sassuolo, dove opera dal 2016. E questo, dopo non essersi aggiudicata i due bandi di gestione usciti nei mesi scorsi per la sala Temple e per l’Auditorium Bertoli. Spazi, questi, in cui l’associazione fondata da Enrico Lombardi, prima della pandemia operava.
Per questo motivo Quinta Parete ha inviato una lettera all’amministrazione comunale. Una la domanda: «Credete che Quinta Parete sia una ricchezza per Sassuolo e quindi debba continuare a svolgere la sua attività?». Se dopo non essersi aggiudicata il primo bando l’associazione si era vista in difficoltà, col secondo, quello dell’Auditorium in cui ad avere la meglio è stata l’Associazione Amici dell’Istituto San Giuseppe, Enrico Lombardi e i suoi hanno deciso di scrivere all’amministrazione. Dando anche dei tempi: c’è bisogno di una risposta entro maggio, serve tempo per organizzare il calendario dei laboratori. «Nel 2016 abbiamo partecipato al bando del Temple – spiega Lombardi – e anche quella volta non abbiamo vinto, ma in quel caso la Giunta di allora ci disse “riconosciamo il vostro valore e vogliamo tenervi sul territorio”. Così ci offrirono la possibilità di usare l’Auditorium che era inutilizzato. Dopo un po’ iniziammo a usare anche il Temple perché chi aveva vinto il bando usava la sala solo per un giorno».
Prima della pandemia quindi Quinta Parete aveva a disposizione quattro giorni a settimana il Temple e altri tre l’Auditorium. Sono circa 300 gli associati dalla zona di Sassuolo, bambini, ragazzi e adulti. Molte famiglie, dopo essere venute a conoscenza della situazione di difficoltà in cui si trova l’associazione, si sono preoccupate.
«Da noi – spiega Lombardi – vengono tantissimi bambini accompagnati dai nonni. Se ci dovessimo spostare da Sassuolo per loro sarebbe un disagio». Sì, perché questa è una delle ipotesi sul piatto. Se l’amministrazione non dovesse fornire una soluzione, Quinta Parete potrebbe trovare un’altra destinazione. «Ad esempio Fiorano – prosegue – dove sappiamo che il Comune sta aiutando molto il mondo della cultura. O un posto in cui poterci sentire apprezzati. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di fare un crowdfunding».
Per il momento l’associazione, che negli anni ha fatto rete con tantissime altre realtà del territorio, trova proprio nelle sedi di queste piccoli spazi (dall’Albero d’Oro al Circolo Sant’Agostino) in cui realizzare i propri progetti. Rete con le associazioni e con le scuole su cui sono state realizzate solo a Sassuolo 800 ore di progetti: dalla Don Milani alla Calvino, alla San Carlo, all’Andersen, passando per le Capuana, la primaria Caduti, le Cavedoni, l’Elsa Morante, il San Giuseppe, il Volta. E l’elenco non è finito. «Chiediamo solo che il Comune ci dia soluzioni e un aiuto», conclude Lombardi. —
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