Il nostro mondo è fragile Ora servono occhi diversi
In questo anno abbondante di limitazioni, la chiusura dei luoghi di cultura e socialità ha dimostrato che il “non necessario” è invece fondamentale. Mi piacerebbe che si elaborassero alternative alla chiusura totale per teatri, club, cinema, centri sociali e luoghi dello sport in caso di recrudescenze della pandemia. Proprio per la riduzione drastica degli spazi sociali, questa è anche una pandemia di solitudini e sofferenze interiori. Andrebbe messo al centro del dibattito il ruolo della sanità pubblica nel benessere mentale. È un tema semiclandestino che sembra riguardare solo alcuni. Accanto all’assistenza per chi sta molto male, dovrebbero esserci più servizi per chi vive disagi meno gravi, ma in grado di pregiudicare la qualità della vita. Abbiamo poi scoperto un’emozione inedita, cioè la nostalgia di ciò che sta dietro casa e davamo per scontato. Dovremo vivere la città e i suoi spazi in modo più affettuoso, meno distratto. Abbiamo scoperto che il nostro mondo è fragile: dobbiamo guardarlo con occhi diversi per averne più cura. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
