Non parlare alla pancia ma al cuore dei cittadini
Come tutte le persone che vivono con il cuore diviso fra due paesi, Italia e Belgio nel mio caso, sono un’osservatrice avvantaggiata. La situazione nel nord Europa è molto simile a quella italiana: morti, paura, restrizioni, poi nuove speranze e l’avvio della campagna vaccinale. Quello che invece fin dall’inizio ho percepito radicalmente diverso è il modo di gestire la comunicazione da parte delle autorità. In altri Paesi hanno scelto un approccio più sobrio e meno istrionico, notizie di natura positiva. Se potessi cambiare qualcosa a livello locale, inviterei sindaci, comuni ed enti locali a riflettere sui messaggi e sulle emozioni che vogliono trasmettere alla popolazione. Scaglierei un anatema contro i titoloni facili sui social e spezzerei una lancia per la sobrietà. Può sembrare una frivolezza, ma non lo è perché le parole contano. Un’autorità che sceglie di parlare al cuore e alla testa del cittadino (e non alla sua pancia) sarà capace di infondere coraggio invece di paralizzare, e saprà coinvolgere in modo proattivo la popolazione. —
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