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il resoconto dei primi tre mesi 

Bper, 400 milioni di utile nel trimestre Montani: «Ora terzi per raccolta totale»

Stefano Turcato
Bper, 400 milioni di utile nel trimestre Montani: «Ora terzi per raccolta totale»

Il nuovo Ad sottolinea il livello raggiunto dalla banca in Italia «Avremo sviluppo commerciale grazie agli sportelli ex Ubi»

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Stefano Turcato

Ieri la conferenza di fronte alla stampa e agli analisti per il resoconto trimestrale di Bper al 31 marzo era l’esordio pubblico del nuovo amministratore delegato Piero Luigi Montani, che da pochi giorni ha assunto la guida della banca al posto di Alessandro Vandelli. E Montani ha inevitabilmente avuto parole di elogio per il predecessore, sottolineando più volte la crescita di dimensione evidenziata da Bper nei sette anni firmati da Vandelli. E a un analista che aveva premesso alla domanda la frase «Lei è conosciuto come un risanatore di banche», è subito intervenuto per precisare che «non è questo il caso».

Montani era affiancato da un rappresentante della gestione lasciata alle spalle, il responsabile finanziario Roberto Ferrari. Il completamento dell'acquisizione degli sportelli ex Ubi è tornato ripetutamente nelle parole di Montani: «Il processo di integrazione – ha detto – è avvenuto nel rispetto delle tempistiche previste e ha garantito la piena continuità operativa della nuova rete. L’operazione di trasferimento ha interessato 1,4 milioni di clienti e porta Bper a essere il terzo gruppo bancario italiano per raccolta totale. Alcuni benefici dell'operazione sono già visibili nei risultati. Si tratta di risultati che assumono ancora più valore se vengono messi in relazione all'ambiente esterno condizionato dagli effetti della pandemia».

Bper ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto di circa 400 milioni di euro, a fronte di un sostanziale pareggio nello stesso periodo del 2020. Il risultato è stato influenzato da una serie di componenti straordinarie, tra cui 781,5 milioni derivati dall'acquisizione degli sportelli di Ubi Banca. Al netto delle voci non ricorrenti, l'utile al lordo delle imposte si è attestato a 105,5 milioni.

Oltre all'apporto del cosiddetto badwill (differenza tra patrimonio netto contabile e prezzo di acquisto) Bper ha beneficiato di 296,4 milioni relativi al recupero fiscale che sarà ricevuto da Intesa Sanpaolo, voci a cui fanno da contrappeso 260 milioni di rettifiche addizionali su crediti conseguenti all'aggiornamento delle politiche valutative, 230,4 milioni per svalutazioni di avviamenti, 83,4 milioni di costi legati al processo d'integrazione, oltre ad alcune voci minori: 8,9 milioni di rettifiche su attività materiali e immateriali, 30,5 milioni da corrispondere al Fondo di Risoluzione per l'acquisizione di Nuova Carife e 22,5 milioni per il cambio del criterio valutativo degli immobili.

Riguardo la qualità del credito, i crediti deteriorati lordi e netti scendono rispettivamente al 5,9% e al 3,1%, rispetto al 7,8% e 4% di fine dicembre 2020, i livelli più bassi dalla crisi finanziaria del 2007, grazie al contributo del ramo acquisito e all'efficacia delle azioni di derisking.

«La banca aveva la previsione di far uscire un ulteriore miliardo di crediti deteriorati – ha detto Montani – Confermo che questo sarà l'obiettivo di quest'anno, stiamo già lavorando per questo».

«In significativo aumento – sottolinea Bper – anche i volumi, sulla spinta delle masse portate dagli sportelli Ubi: la raccolta complessiva sale del 38% a 255,2 miliardi mentre gli impieghi netti a clientela aumentano del 42% a 75,4 miliardi. I ricavi sono saliti del 27% a 757,6 milioni, gli oneri operativi sono balzati del 33,3% a 546,7 milioni. Triplicate le rettifiche su crediti da 139,6 a 418,8 milioni, per effetto delle rettifiche addizionali approfittando degli effetti sul capitale dell'acquisto degli sportelli Ubi. —

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