Via alle analisi sulle ossa e sulle due pistole
L’esame medico-legale accerterà se sono di Paola Landini. Verifiche per individuare tracce di arma da fuoco sui resti
Serena Arbizzi
Appare sempre più credibile l’ipotesi che i resti umani trovati in un calanco a poche centinaia di metri dal Tiro a segno di Sassuolo siano di Paola Landini, la 44enne scomparsa nel maggio del 2012.
I frammenti di ossa ritrovati sono stati repertati e portati al reparto di Medicina Legale, dove tra oggi e lunedì si inizierà l’analisi dei ritrovamenti. A rafforzare l’idea che si tratti di Paola Landini è la presenza, accertata durante le ricerche, di due pistole accanto alle ossa. Le armi, al momento, si trovano sotto sequestro nel luogo in cui sono state ritrovate, rinvenute a distanza di metri l’una dall’altra. Si tratterebbe di due pistole, in uno stato di grave deterioramento che induce a pensare che, come le ossa non siano state depositate lì di recente. A far scattare il collegamento con il caso Landini è che la donna, il giorno della scomparsa, aveva con sè due armi che potrebbero collimare con quelle trovate sulle colline.
Proprio il fatto che i frammenti di ossa non siano recenti, tende a far escludere agli inquirenti che si tratti di Alessandro “Alle” Venturelli, il giovane scomparso da Sassuolo che la Squadra Mobile della Polizia, i vigili del fuoco e la squadra del soccorso alpino volontario stava cercando mercoledì. Finché la task force non si è imbattuta nelle ossa che sarebbero di una donna, secondo i primi esami sul posto.
Per quanto riguarda il ritrovamento, si tratta di pezzi singoli, in una zona non troppo limitata. «Ogni appartenenza potrà essere accertata soltanto dopo l’esame del Dna – afferma il dottor Giuseppe Di Giorgio, a capo della Procura – Per ora il materiale è stato messo in sicurezza alla Medicina legale per un primo esame esterno».
Se verranno trovati collegamenti, si dovrebbe «riaprire il fascicolo originario». Le indagini, quindi, ripartirebbero. Al momento non è ancora stato nominato un perito per effettuare gli accertamenti.
La pm Lucia De Santis ha effettuato nuovi sopralluoghi nel punto del ritrovamento delle ossa e delle due pistole. Verranno, inoltre, disposti accertamenti per capire se sia possibile reperire altri elementi nelle vicinanze, ma non solo, dato che è possibile che la fauna li abbia dispersi.
Questa zona era stata battuta anni fa, ma non era stato trovato nulla. Al momento tutte le ipotesi sono aperte: sia la possibilità che la donna sia scivolata in quel punto, sia che qualcuno possa averla portata lì.
Tra gli enigmi da sciogliere c’è l’eventuale presenza di fori o altri segni sulle ossa ritrovate. Un colpo d’arma da fuoco sarebbe visibile in modo evidente tra i frammenti rivenuti, tra cui parti della teca cranica: una traccia che consentirebbe di sciogliere il mistero e condurre alla soluzione del giallo.
Paola Landini il giorno della scomparsa trascorse la mattinata al Poligono di tiro. La donna conviveva con Roberto Brogli, ai tempi direttore del Tiro a segno, a Fiorano. La sua auto venne trovata chiusa, con gli effetti personali all’interno, tra cui due telefonini. Nella stessa giornata sparirono anche due pistole dalla casa in cui viveva. —
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