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Con metro e nastro adesivo rubava le offerte in chiesa

Stefania Piscitello
Con metro e nastro adesivo rubava le offerte in chiesa

Un 28enne di Fiorano arrestato dopo aver messo a segno almeno otto furti Scoperto dai carabinieri in borghese a messa. L’amarezza di don Monelli

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Stefania Piscitello

MARANELLO. Erano giorni che dalla parrocchia di Maranello su via Nazionale, a pochi passi dalla rotonda del Cavallino, veniva a mancare denaro dalla cassetta delle elemosine. Se da un lato si era notato uno strano calo delle offerte, un ulteriore elemento aveva allarmato il parroco: strani pezzetti di scotch attaccati ai soldi rimasti all’interno delle cassette. Per questo ha deciso di segnalare la situazione ai carabinieri che ieri hanno arrestato un 28enne residente a Fiorano. È l’autore di svariati furti in chiesa. Dopo la prima segnalazione di Don Paolo Monelli, i militari a più riprese si sono recati all’interno dell’edificio religioso. Poi hanno deciso di appostarsi per individuare qualche strano movimento; alcuni militari in borghese hanno così assistito alle messe senza però notare situazioni che destassero sospetti. Venerdì al termine della funzione, quando la chiesa si è svuotata, hanno visto un giovane entrare e uscire dall’edificio. Fermato e perquisito, il 28enne è stato trovato in possesso di un metro flessibile con all’estremità un nastro adesivo. Era questo lo strumento utilizzato per svuotare le cassette. Il metro veniva calato attraverso la fessura e il denaro rimaneva incollato allo scotch. Dopo la perquisizione, il dispositivo di cui è stato trovato in possesso il giovane è stato sequestrato e l’uomo è stato denunciato per tentato furto aggravato. In più i carabinieri hanno recuperato 25 euro appena prelevati dalle cassette e dall’analisi delle immagini delle telecamere hanno poi potuto attribuire alla stessa persona altri otto furti avvenuti nei giorni scorsi. L’arrestato è stato tradotto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Sassuolo in attesa di essere giudicato con rito direttissimo per furto aggravato. E se da un lato il parroco mostra un pizzico di gioia per essere riuscito a interrompere episodi che costituivano un danno per la chiesa, dall’altro ammette di essere in realtà molto dispiaciuto per il comportamento del giovane. «Non ho dormito stanotte – ha ammesso ieri Don Paolo Monelli – perché ci sono rimasto molto male. Certo, da una parte c’è un pochino la gioia di avere fermato questo furto, ma è tanta la tristezza per la persona fermata, che tra l’altro è un ragazzo giovane. Finché si leggono queste cose sui giornali si sentono come lontane e si rimane freddi, ma quando toccano te è diverso. Non conosco questa persona, ma penso che se lo avessi incontrato io, se gli fossi riuscito a parlare, se avesse chiesto i soldi in un altro modo, forse le cose sarebbero andate diversamente». Non si può quantificare quanto il giovane abbia portato via: per gli otto furti che gli sono stati attribuiti la cifra potrebbe superare i duecento euro. «La chiesa non è ricca – conclude don Monelli – le offerte vengono usate per portare avanti tutte le attività parrocchiali, la gestione delle strutture, per pagare le bollette e per l’attività caritativa». —

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