Gazzetta di Modena

Modena

nella campagna di staggia 

Prato Mania, dove la Bassa diventa un green inglese

Gianluca Pedrazzi

Dai giardini della villa del cantante Cremonini a quelli della Ferrari e Lamborghini diciassette ettari per soffici “rotoli” erbosi che vengono venduti in tutto il Nord

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LA STORIA



BOMPORTO. Non fosse perché tutt’attorno è una spianata e a due passi ci sono le serre di quelli che tra qualche mese saranno freschi e gustosi meloni e più in là corrono i filari di vigna, se uno chiude gli occhi e ci cammina sopra e poi li riapre dice “Ma dove sono finito? Che angolo di Inghilterra è mai questo?”.

La storia era già scritta nella via: Prati Livelli. E il nome dell’azienda agricola è diventato una naturale conseguenza: Prato Mania.

Diciassette ettari di green all’inglese. Che quando trattore e macchinario arrivati dal Canada iniziano a tagliare e mettere sui pallet, diventano migliaia e migliaia di rotoli di prato verdissimo. Lunghi 165 centimetri e larghi 40. Massimiliano guida e fa la fila e Daniel dietro raccoglie i rotoli e impila sui pallet.

“Prato Mania” è - per usare un gergo tanto caro oggi a chi ama le fiction televisive - uno spin off di una storia famigliare nata nel verde. Tra piante e vivai. Quella dei Ferrari di Bomporto. Nonno Orlando aveva la licenza al commercio già nel 1923 e con il suo banco di piante e fiori faceva il mercato Albinelli a Modena. Attraverso generazioni sono diventati un riferimento per il settore e non solo nel Modenese. Gino e Mimma sono i genitori e avevano questi diciassette ettari a seminativo. Poi l’idea e la sfida di Massimiliano oggi cinquantenne che nel 2005 parte da solo. E trasforma Prati Livelli in Prato Mania e in un angolo di verde Inghilterra. «I prati all’interno della Ferrari arrivano da qui. Come quelli della Lamborghini. Della villa del cantante Cesare Cremononi, dell’industriale Minozzi e di altri imprenditori della ceramica e emiliani.... Poche settiame fa abbiamo rifatto il centrocampo e le due aree dello stadio Dall’Ara del Bologna e curiamo i campi del centro sportivo del Sassuolo, ma sa qual’è, sotto sotto, la soddisfazione più bella? Aver dimostrato, prendendo a carico il campo di calcio del piccolo Solara dove ho un gruppo di amici e ho il cuore, che curare bene un campo di calcio con erba vera, a rotoli, costa meno che farne uno sintetico. Ed è tutto bio. Ecologico. Non c’è nulla da smaltire...», ride orgoglioso Massimiliano con accanto il fido Daniel e altri due addetti stagionali.

La sua vita è qui. In via Prati Livelli. Crescendo 170 mila metri quadrati di prato perfetto. No un ciuffo più alto di altri. Non una macchietta di giallo. Con gli irrigatori che regalano l’arcobaleno tutt’attorno, serviti da un lago artificiale. «Un bacino che abbiamo creato fondamentale con il clima sempre più caldo, che tutt’attorno questa terra apre crepe larghe una spanna... Quel laghetto è un alleato che ci fa battere la conconcorrenza...».

Poca per la verità perché Prato Mania oggi serve vivai e giardinieri in lungo e in largo per l’Emilia, il Nord fino alla Liguria, toccando pure zone del Lago di Garda, dove la cura del giardino è cultura e arte.

«Seminiamo due volte l’anno. Autunno e primavera. Cinque i mesi per arrivare alla produzione. Il taglio dell’erba ogni due-tre giorni e irrigazione ogni giorno o quasi - racconta Ferrari - Il green è un miscuglio di “testuca a roindinalea” e “pratensis”, le due varietà. E i nostri trattamenti sono gli storni che volano sopra i prati e le anatre... Qui è tutto bio. Il terreno per preparare il letto della semina è quello della fungaia di Cavezzo. Torba al 100%. Quella vera non come quella “universale” che viene venduta in giro...».

Strisce verdi che affondano appena un centimetro nella terra e sono alte quattro. La perfezione. Dal Canada è arrivata un’altra “cavaprati” che costa più di centomila euro.

«Questi macchinari li fanno solo in Canada e in Olanda. Cavaprati, macchine per rizollare il terreno. Ci sono voluti anni per raggiungere questa perfezione e conquistare il mercato. Così come in Italia la cultura del tappeto erboso a rotoli è ancora lontana dal conquistare il grande consumo. Invece all’estero si ragiona solo su “rotoli”. la novità è partita dagli Stati Uniti, dove ci sono facoltà universitarie con studi dedicati a questo settore, in costante e forte crescita... In Europa siamo al traino ma, soprattutto, in Italia c’è ancora tanta strada da fare per vincere una cultura radicata e ferma alla classica semina...».

Scuote la testa Ferrari e lo sa bene il perché. «Quando vengono giardinieri o privati e comprano i rotoli io glielo dico: “Bada bene che va curato il prato. Preparato bene. Innaffiato. Concimato...”. Ma tanti mi guardano, sorridono e pensano sia tutto facile. Poi mi richiamano disperati. La crisi è anche questo: tanta gente che ha perso il lavoro si è improvvisata giardiniere o vivaista. Tutti sono diventati potatori». Come se dove “C’è un grande prato verde. Dove nascono speranze...Quello è il grande prato dell’amore “ fosse uno scherzo.

A Prato Mania, un angolo di soffice tappeto erboso che sembra dall’altra parte della Manica, tra i saliscendi delle Cotswold... qui che di pendenza non c’è nulla all’orizzonte, tranne l’arginetto del bacino per irrigare il biliardo dei diciassette ettari, la squadra di Massimiliano sa bene che non è così. —

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