«Se le armi non le appartengono si aprono scenari più complessi»
L’investigatore che ha indagato nei primi mesi dopo la scomparsa ha dichiarato che non si tratta di un suicidio e ha avanzato l’ipotesi che le pistole siano state depositate dopo sul luogo del ritrovamento.
«È molto suggestivo che la vittima potesse avere due armi con sé – rimarca il generale Garofano – Non possiamo escludere che si sentisse minacciata. Ma se le armi non le appartengono possono aprirsi scenari molto più complessi».
Le pistole e le ossa sono stati trovati mercoledì a poche centinaia di metri dal Tiro a segno di Sassuolo, dove Paola Landini aveva parcheggiato la sua auto il giorno della scomparsa. In auto sono stati rinvenuti oggetti personali, tra cui due telefoni, uno utilizzato per dialogare con uno sconosciuto. Landini aveva sporto denuncia per stalking, ma il soggetto in questione ha un alibi.
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