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L’invocazione di Mattarella: verità sugli anni di piombo

Alessandro Banfo
L’invocazione di Mattarella: verità sugli anni di piombo

La presidente del Senato Casellati parla di «silenzi più rumorosi delle bombe» e il presidente Fico farà declassificare i documenti coperti dal segreto di Stato

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Alessandro Banfo

Roma. Continuare a scavare nel passato per togliere ogni opacità sugli anni più difficili della storia repubblicana. E rinnovando quella «solidarietà nazionale» che permise all’Italia di prevalere contro l’eversione. Nel giorno dedicato alle vittime del terrorismo dalle massime istituzioni politiche arrivano parole dense di significato, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che avvisa: c’è un dovere morale di sapere come andò davvero, «la completa verità sugli anni di piombo è un’esigenza fondamentale per la Repubblica».

Il sequestro Moro

Il riferimento centrale è all’omicidio di Aldo Moro, rapito il 16 marzo 1978 e assassinato il 9 maggio successivo dalle Brigate Rosse. «Fu uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica. Non a caso, dopo molti anni, resta tanto viva l’esigenza di fare luce completa su quella vicenda», ha detto il capo dello Stato. Negli anni di piombo però è stata la democrazia, secondo Mattarella, a sconfiggere il terrorismo, prevalendo «contro l’eversione che aveva nel popolo il proprio nemico».

l’arresto dei br

Ecco allora che a distanza di 43 anni, l’arresto di dieci terroristi rossi in Francia assume un valore importante, quasi l’inizio di una nuova fase da vivere con i propri alleati europei. «La lotta al terrorismo è indivisibile e impegna tutte le democrazie, insieme. Ringrazio il presidente Emmanuel Macron: con la sua decisione ha confermato amicizia per l’Italia e manifestato rispetto per la nostra democrazia – spiega il presidente della Repubblica – mi auguro che possa avvenire lo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e vivono la loro latitanza in altri paesi».

silenzi e bombe

In occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, Mattarella ha anche deposto una corona in via Caetani, sotto la lapide che ricorda il luogo del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro e ha partecipato alla cerimonia di ricordo in Senato. Qui la presidente Elisabetta Casellati ha parlato di «silenzi che fanno spesso più rumore delle bombe, è un dolore che non si prescrive e che ci chiede oggi di proseguire con costante determinazione la strada per la verità e la trasparenza», ha aggiunto.

via il segreto di stato

Il presidente della Camera Roberto Fico chiede invece alle istituzioni di «continuare a cercare con determinazione e senza esitazioni la verità sulle tante pagine ancora oscure di quegli anni», superando «i depistaggi, le complicità, le omissioni posti in essere anche da parte di settori deviati dello Stato». Poi annuncia: «Nei prossimi giorni chiederò all’ufficio di presidenza della Camera di declassificare i documenti sui quali è stato apposto dalla Commissione stragi il segreto funzionale».

Basti pensare che dal 1969 alla metà degli anni ottanta la violenza per motivi politici ha provocato oltre 360 morti e 4.000 feriti: la necessità di una verità a 360 gradi – verità che come dice il presidente dell’associazione delle vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi incontra «ancora troppi inciampi» – non è più rinviabile. —

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