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Corruzione di minori, il prof arrestato rimane ai domiciliari

Serena Arbizzi
Corruzione di minori, il prof arrestato rimane ai domiciliari

Confermata la misura per il docente che si avvale della facoltà di non rispondere L’associazione “La cramella buona”: «Siamo pronti a costituirci parte civile»

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Serena Arbizzi

SOLIERA. È stata confermata la misura cautelare disposta al momento dell’arresto per il professore arrestato poco prima che facesse il suo ingresso a scuola, con l’accusa di corruzione di minore.

Il reato è previsto dall’articolo 609 quinquies del codice penale: si configura quando si compiono “atti sessuali in presenza di persona minore di 14 anni, al fine di farla assistere”. Il reato è punibile con la reclusione da uno a cinque anni. Nel caso in questione, da quanto trapela, sarebbero emerse delle chat sospette che una mamma avrebbe trovato sul cellulare del figlio. Approcci in cambio di favori.

Del caso si occupa la pm Monica Bombana ed è arrivato davanti al gip Barbara Malvasi. Nei giorni scorsi si è tenuto l’interrogatorio di garanzia a carico dell’indagato, durante il quale il professore si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Nei prossimi giorni saranno raccolte le testimonianze delle parti coinvolte.

Nel frattempo, continuano le prese di posizione di fronte al caso ,che ha scosso l’intera provincia. L’associazione “La Caramella Buona onlus” manifesta la volontà di costituirsi parte civile in caso di processo contro il professore arrestato con l’accusa di corruzione di minore.

«L’associazione ha già manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile nei confronti del professore arrestato – spiega l’avvocatessa Mariella Bonghi a nome dell’associazione – precisando la ferma intenzione di spazzare il campo dalla polemica sulle modalità dell’arresto e di riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla gravità dell’accusa. Sebbene viviamo in una società che pare ammettere qualsiasi trasgressione e in cui gli unici diritti da tutelare siano quelli dell’indagato, è necessario tutelare lo sviluppo psichico della sfera sessuale dei minori dando un chiaro e forte segnale di condanna».

«La tutela dei minori passa anche dalla possibilità dei genitori di approntare le misure necessarie ad aiutare i propri figli con tempestività e tentare di rimuovere gli effetti negativi di eventuali comportamenti errati degli adulti – continua l’avvocatessa Bonghi – Spiace prendere atto che in questa situazione i minori siano stati dimenticati».

«L’eccesso di garantismo può diventare fastidioso – rimarca il presidente dell’associazione, Roberto Mirabile – I carabinieri dovevano forse prendere l’appuntamento per fermare l’insegnante? Non parliamo, per cortesia, di presunti choc subiti dagli studenti che pare abbiano assistito all’arresto. Parliamo, piuttosto, di quanta sofferenza patiscono i bambini abusati, riportiamo al centro della discussione le vittime». —

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