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«Animali dimenticati durante il collaudo delle casse di Sant’Anna»

Elena Pelloni

Piero Milani del Pettirosso lancia l’accusa contro Aipo «Ci sarebbe stato tutto  il tempo nei mesi estivi oppure in quelli più freddi»

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Elena Pelloni

SAN CESARIO. La prima fase del collaudo delle casse di Sant’Anna è terminata. «Nessuno però ha pensato agli animali che ci abitano dentro», così una cittadina del posto ha evidenziato uno degli aspetti non calcolati durante le manovre di invaso.

«Questo è proprio il periodo della nidificazione – ha spiegato – Mi sono accorta di quello che stava succedendo passando sulla pista ciclabile che corre lungo gli argini del nostro fiume. In questo periodo sono molti gli animali che si annidano nell’alveo del fiume, come ricci, tassi e lepri. Non sapendo quanti cuccioli potevano trovarsi in condizioni di pericolo ho contattato il Pettirosso».

Il collaudo, lo ricordiamo, ha interessato la cassa d’espansione principale di Sant’Anna fino al raggiungimento dell’altezza di 6,5 metri. L’acqua è poi rimasta ferma per 10 giorni, permettendo ad Aipo di effettuare i rilevamenti necessari, propedeutici per le due fasi successive. L’obiettivo è quello di andare a collaudare anche la cassa sussidiaria di Sant’Anna, finora mai stata interessata da alcun invaso, entro l’inverno 2022.

«Anche questa volta Aipo non ha chiesto pareri, decidendo senza valutare un aspetto importante come quello della fauna selvatica – afferma Piero Milani, responsabile del Pettirosso – In questo periodo ci sono piccoli di lepre, di capriolo, i fagiani che fanno i loro nidi a terra, così come le allodole o i ricci. Ci sarebbe stato tutto il tempo per fare il collaudo nei mesi estivi oppure in quelli più freddi, adesso sarà difficile fare una stima dei danni. Defluendo, l’acqua porta con sè anche molti animali. Difficilmente sono riusciti a mettersi in salvo in tempo». Il Pettirosso ribadisce che queste manovre andrebbero concordate con tutte le forze che operano il territorio a difesa dell’ambiente e delle loro specie animali.

«Facciamo le cose come se fossimo gli unici esseri viventi ad abitare questo pianeta – aggiunge Milani – E infatti poi vediamo cosa succede quando si chiede alla natura di sottostare ai nostri ritmi e alle nostre regole».

«Chissà quanti altri animali abitano lì – conclude la cittadina di Sant’Anna – Spero che facciano qualcosa prima del prossimo collaudo, quando verranno invasate entrambe le casse. Metterebbero a repentaglio la vita di moltissimi animali. Posso immaginare che questo aspetto importi a poche persone, soprattutto a chi decide queste manovre. È un vero peccato: in fondo stiamo parlando di esseri viventi». —

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