La prima piscina che riparte è la “Città dei Ragazzi”
Da domani attività all’esterno: «Vedremo chi farà acquagym all’aperto, ma dovevamo farci trovare pronti». Stesso format a Cà Marta di Sassuolo
Gabriele Farina
La Cdr vince lo sprint della riapertura. Domani si torna in vasca nelle piscine esterne (in zona gialla) e il primo impianto in città sarà quello della Città dei Ragazzi. «Siamo pronti, nonostante tutto», rilancia il gestore Alessandro Meglioli. Si riparte con corsi di acqua e allenamenti della palestra all'esterno. Il nuoto libero sarà consentito dalle 10,30 alle 19 dal lunedì al venerdì e dalle 10 alle 18 al sabato. La riapertura in Cdr avverrà in parallelo con la piscina Ca’ Marta di Sassuolo, gestita sempre da Meglioli. «Se uno guardasse solo al cassetto non varrebbe la pena di riaprire - ribadisce il gestore - Non saranno in tanti che hanno voglia di andare a fare l’aquagym all’aperto il 15 maggio senza spogliatoio». Si prevede una soluzione con cabine all’esterno. Ripartire è visto come un imperativo morale. «Gli istruttori si sono dati da fare con i corsi nei parchi e su internet - aggiunge il gestore - Il vescovo (don Erio Castellucci) e il don (Stefano Violi) non ci hanno fatto pagare l’affitto. Così abbiamo deciso di ridare i voucher a quattro mesi, nonostante siano previsti soltanto per due». Difficilmente i conti potranno tornare subito. «Abbiamo speso 36mila euro al mese per tenere le piscine chiuse - analizza Meglioli - ricevendone tremila come ristori». La richiesta alle istituzioni non si concentra tanto sugli indennizzi economici, quanto sulle strategie di promozione sportiva. «Serve riequilibrare la situazione economico-finanziaria nelle prossime settimane», il campanello d’allarme suonato da Giorgio Baroni, presidente della società Dogali srl. Nell’impianto di via Dogali alcune attività ripartiranno da lunedì prossimo con possibilità di prenotazione, come indicato sui social. Alle Pergolesi proseguono gli esercizi all'esterno. Dopodomani è in programma una riunione con i gestori emiliano-romagnoli. «Nel 2020 abbiamo avuto pesanti perdite - sottolinea Baroni - e nel 2021 sarà quasi certo lo stesso. La flessione degli incassi è tra il 40 e il 45%: ci devono essere sostegni importanti con tre soggetti in campo: governo, Regione e Comune». Tra i partecipanti Mirco Merighi, presidente dell’associazione Amici del Nuoto dei Vigili del Fuoco di Modena. «Stiamo ancora interpretando il decreto - ammette il presidente - perché non sappiamo se ripartiremo lunedì 17 o il primo giugno. Aspettiamo la normativa della Regione». Le condizioni per la ripartenza non lo rasserenano. «Con sette persone per corsia non copriamo i costi - rimarca Merighi - Vediamo se riusciamo a ripartire con il nuoto libero con la pausa pranzo e aspettiamo gli sviluppi per il primo giugno così da non incappare in una nuova chiusura. C’è anche chi propone di restituire le chiavi degli impianti comunali: navighiamo a vista». —
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