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Pikkart, una raccolta fondi per la quotazione in Borsa

Stefano Turcato
Pikkart, una raccolta fondi per la quotazione in Borsa

L’obiettivo è raccogliere in breve tempo 200mila euro sul portale CrowdFundMe per puntare a uno dei mercati Usa o all’acquisto da parte di player importanti 

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Stefano Turcato

Una start up nata nel 2014 poi cresciuta rapidamente. Ora si avvia con una campagna di raccolta fondi a percorrere la strada che porta alla quotazione in Borsa. È, in sintesi estrema, la vicenda della modenese Pikkart, sorta sette anni fa da un’idea di Lorenzo Canali come start-up innovativa nel campo dell’intelligenza artificiale e realtà aumentata, la tecnologia che aggiunge informazioni arricchendo quello che vedono gli occhi. Fra le idee più suggestive proposte da Pikkart anche un’applicazione utilizzata agli Scavi di Ercolano per creare un “Mav”, Museo archeologico virtuale, nella cittadina che come Pompei venne rasa al suolo dalla eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

C’è poi stato il passaggio a Pmi innovativa con una lunga serie di progetti di sviluppo, anche se inevitabilmente tutte le buone idee possono scontrarsi con la disponibilità limitata, o comunque insufficiente, di fondi.

Pikkart ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale e un portafoglio clienti che include realtà di rilievo come Barilla, DS Smith, Tetra Pak, Ferretti. Grazie alle tecnologie proprietarie brevettate e al know-how sviluppato nei campi della computer vision e del deep learning, le sue soluzioni sono applicabili ai più svariati settori e mercati come anticontraffazione, industria 4.0, marketing, riconoscimento facciale, sanità, smartcity.

Ora è partita da pochi giorni la campagna di equity crowdfunding, raccolta fondi che si chiuderà il 10 luglio prossimo, lanciata da Pikkart sul portale CrowdFundMe con l’obiettivo di raccogliere 200mila euro. I capitali raccolti grazie alla campagna saranno investiti dalla società modenese soprattutto per l’attuazione di due nuovi modelli di business, SaaS e Licensory Agreement. Sia pure sperimentata di recente, la loro applicazione ha già dimostrato di potere accrescere enormemente i ricavi della società e i suoi margini di crescita. Una parte minore dei fondi verrà impiegata per perseguire rapidamente la strada della quotazione in un mercato azionario.

«I settori della Realtà aumentata, dell’Intelligenza artificiale e della Computer vision presentano elevati tassi di espansione. Solo il mercato dell’Intelligenza artificiale è visto in crescita a un tasso annuale composto del 42,2 per cento dal 2020 al 2027. Pikkart punta a potenziare il modello di business del SaaS (Software as a Service) e soprattutto quello del Licensory Agreement (ovvero la vendita di licenze d’uso di brevetti), che consentono una significativa scalabilità e marginalità. Questa strategia ci consentirà di espanderci a ritmi elevati, come dimostrato dalle trattative in corso con aziende di livello mondiale», ha detto il fondatore Lorenzo Canali, che ha dato vita alla società assieme a Giovanni Zuffolini e Davide Baltieri.

Ora si presentano due potenziali sbocchi per gli investitori. Da una parte la quotazione in Borsa, probabilmente su uno dei mercati statunitensi, entro un periodo variabile fra i 12 e i 18 mesi. Oppure l’acquisto da parte di player interessati ad acquisire la pmi modenese per disporre dei suoi brevetti e delle sue tecnologie. —



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