Veicoli elettrici e ricarica rapida in autostrada: si parte da Modena
Le prime colonnine nell’area di servizio Secchia Ovest Grazie alla potenza dell’impianto, il pit-stop durerà 15 minuti
Gabriele Farina
Da uno a cento in sette anni. Debutta a Modena la prima stazione autostadale di ricarica rapida per le auto elettriche. Le colonnine, posizionate nell’area di servizio di Secchia ovest, hanno una potenza di trecento chilowatt e possono eseguire un pit-stop in quindici minuti con vetture di nuova generazione. Autostrade per l’Italia (con la start up Free To X) prevede di creare una rete di cento aree di servizio entro il 2027, con una distanza media di cinquanta chilometri tra una stazione e l’altra. Tre anni dopo, l’osservatorio sulla mobilità elettrica di Motus-E ipotizza sei milioni di vetture elettriche in circolazione nel nostro Paese. I progetti di Free To X includono i “big data”, su cui Modena si pone all’avanguardia insieme al progetto di guida autonoma “Masa”. «Modena è uno dei prossimi incontri che stiamo pianificando - anticipa Giorgio Moroni, amministratore delegato della start up - la nostra infrastruttura può offrire parcheggi d’interscambio e contribuire a una gestione intelligente anche degli accessi in città. Modena si presta assolutamente a questo progetto, come Bologna». Le interconnessioni con le amministrazioni pubbliche non saranno comunque un’esclusiva emiliana. «Stiamo incrociando le analisi in autostrada con quelle in altre città - prosegue Moroni - parlando con molti Comuni e Regioni». Nelle intenzioni della start up, si andrà dagli approfondimenti sui dati raccolti alle previsioni dei flussi relativi ai veicoli circolanti. Oltre alla situazione in tempo reale, si prevedono sia le cifre sui tempi di percorrenza sia gli eventuali rimborsi per i cantieri autostradali. Per il traffico pesante si prospettano soluzioni con gas naturale liquefatto e idrogeno. «L’ambizione di Free To X è di andare anche oltre l’autostrada - rilancia Roberto Tomasi, Ad di Autostrade per l’Italia - mettendo a disposizione i propri servizi di mobilità integrata per le grandi aree urbane e le smart cities». La stazione di ricarica di Secchia Ovest sarà seguita da Flaminia Est, a nord di Roma. «Nello scenario peggiore puntiamo a farne quindici all’anno», riprende Moroni. In parallelo alle colonnine di ricarica (dalle quattro alle sei per ogni stazione) serviranno i veicoli elettrici circolanti. I sei milioni indicati come obiettivo per il 2030 rappresentano un’impennata notevole rispetto ai circa 41mila esemplari elettrici venduti in Italia tra gennaio e aprile scorsi (dati Motus-E). «La nostra strategia industriale è pienamente in linea con gli obiettivi del Recovery fund e della legge di stabilità - garantisce Tomasi - e facilita gli spostamenti di medio-lungo raggio sulle quattro ruote, considerati prioritari da moltissimi cittadini a seguito della pandemia, attraverso una logica di massima sostenibilità». —
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