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«Hera, più soldi per i Comuni Ma nessuno abbassa la Tari»

L.G.
«Hera, più soldi per i Comuni Ma nessuno abbassa la Tari»

La denuncia di Cna Modena: «Ricavi e dividendi per i soci in continua crescita  Le aziende hanno prodotto meno rifiuti, ma devono pagare la stessa cifra»

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Da una parte i ricavi in crescita, così come i dividendi per i Comuni, e dall’altra la tassa sui rifiuti che rimane invariata nonostante la produzione per molte aziende sia stata quasi azzerata per il 2020. A denunciare la situazione che riguarda i bilanci Hera e la Tari è la Cna di Modena: «Stride con l’attuale situazione economica - spiega l’associazione - il fatto che Hera annunci una trimestrale con ricavi in crescita di oltre il 10% e che per i Comuni, i principali azionisti della multiutility che opera in gran parte del nostro territorio, i dividendi siano in aumento del 6,3%. Risultati di bilancio favoriti anche da norme di legge incomprensibili - incalza Cna - ad esempio quelle che consentono alle multiutility di addebitare agli utenti in regola con i pagamenti parte delle bollette non pagate da quelli morosi. Un azzeramento dei rischi di imprese davvero poco equo».

Cna fa quindi notare che «tantissime imprese, in particolare quelle che operano con il pubblico, a causa delle restrizioni imposte per il contrasto alla pandemia, in questi mesi hanno subìto un pesante calo di attività, e con esso dei fatturati. In altre parole, la minore attività di queste aziende ha determinato una minore produzione di rifiuti, senza che ciò abbia determinato un conseguente calo della Tari. Ecco perché appare per certi versi paradossale e discutibile che la multiservizi, operante praticamente in regime di monopolio nella gestione del ciclo dei rifiuti, sottolinei entusiasticamente bilanci in crescita e con essi dividendi più alti per le amministrazioni comunali. Che, da parte loro - aggiunge l’associazione - avrebbero il compito politico di individuare meccanismi perequativi, direttamente sul proprio territorio appunto attraverso la Tari, ma anche mediante l’azione dei componenti i consigli di amministrazione di queste società, da loro stessi nominati». Un problema sottolineato dal segretario Alberto Papotti: «Il sistema di gestione dei rifiuti - commenta - mette in evidenza alcune criticità che contrastano con il principio di garantire un costo dei servizi per la raccolta e smaltimento dei rifiuti pienamente corrispondente a quanto realmente viene conferito dalle imprese. In questo contesto, la Tari, più che una tariffa va invece a configurarsi come una tassa, appunto sganciata dalla effettiva produzione di rifiuti. Anche per questo è necessario arrivare quanto prima ad una completa applicazione della tariffa puntuale, per cui si paga per i rifiuti che si producono. Crediamo - chiude Papotti - che i Comuni debbano dare risposte adeguate, intervenendo immediatamente sulla Tari 2021 e prevedendo meccanismi di riduzioni tariffarie ancorati ai cali di fatturati». —

L.G.

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