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Sassuolo Quinta Parete, per un teatro che cura i ragazzi

LAURA SOLIERI
Sassuolo Quinta Parete, per un teatro che cura i ragazzi

A Sassuolo, l’associazione Quinta Parete, attiva dal 2006 con iniziative che si estendono alle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, organizza numerose attività in collaborazione con altre associazioni, cooperative, vari comuni e con la Regione Emilia-Romagna, in particolare si occupa di percorsi teatrali per tutte le fasce d'età

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SASSUOLO  Per i giovani, il teatro può rappresentare tante cose: è un’occasione per condividere esperienze, un’arte per sviluppare la creatività, un’opportunità di riscatto, un luogo dove vivere liberamente la propria unicità, un posto dove divertirsi e stringere forti legami di amicizia. Scrive Pirandello: “Ogni fantasma, ogni creatura d’arte, per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia il personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d’essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere”.


A Sassuolo, l’associazione Quinta Parete, attiva dal 2006 con iniziative che si estendono alle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, organizza numerose attività in collaborazione con altre associazioni, cooperative, vari comuni e con la Regione Emilia-Romagna, in particolare si occupa di percorsi teatrali per tutte le fasce d'età, anche all'interno delle scuole di ogni ordine e grado, cura una stagione di teatro contemporaneo e una di teatro per ragazzi e produce spettacoli. «Con la pandemia, abbiamo convertito tutti i nostri corsi per bambini, ragazzi e adulti, on line e per quel che riguarda le attività nelle scuole e i progetti con le persone con disabilità siamo riusciti in parte a proseguire in presenza - racconta Enrico Lombardi, attore, regista, drammaturgo, formatore e direttore artistico di Quinta Parete - Le stagioni teatrali e la tournée della compagnia purtroppo sono fermi da marzo 2020». Fin dalla sua nascita, Quinta Parete propone progetti teatrali, laboratori e spettacoli all’interno delle scuole sia con gli studenti che con gli insegnanti e i genitori, nella convinzione che il teatro sia un potente strumento educativo: «E’ proprio per questo motivo che lavoro a stretto contatto con una pedagogista che mi aiuta nella progettazione delle attività e nella formazione dei nostri insegnanti - spiega Lombardi - I giovani che coinvolgiamo nelle nostre attività li intercettiamo sia nei progetti all’interno delle scuole sia nei nostri corsi pomeridiani che ormai contano più di un centinaio di adolescenti».


Enrico stesso ha iniziato a fare teatro quando aveva solo 17 anni e già dalla sua prima lezione racconta di aver capito in fretta che avrebbe voluto fare questo nella vita. «È stata una grande sfida, soprattutto perché ho sempre voluto portare avanti una mia precisa idea di teatro - sostiene Lombardi - Il teatro per me è strumento di crescita personale e della collettività, parlo di un teatro senza orpelli che riesce a produrre un cambiamento in chi lo fa come allievo e in chi lo vive da semplice spettatore. Credo fortemente che, soprattutto in questo periodo storico, è necessario riuscire a comprendere che la cultura non è solo intrattenimento ma uno mezzo per migliorarsi come singole persone e come società».


Tra i tanti progetti di Quinta Parete c’è Voci di carta, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, nato per dare voce alle nuove generazioni. Lavorando spesso con gli adolescenti, l’associazione ha intercettato il loro desiderio di potersi raccontare e di esprimere il proprio pensiero su alcuni dei temi chiave della società. Dopo una serie di incontri su vari temi quali ambiente, arte, sessualità, diversità, avrebbero dovuto mettere in scena una performance scritta e interpretata dai partecipanti stessi ma lo scoppio della pandemia ha spostato on line il tutto, negando la possibilità di trovarsi in presenza e fare spettacoli dal vivo.

«Così nasce l’idea di creare un documentario che racconti l’esperienza e la storia dello spettacolo e attraverso interviste e alcuni spezzoni girati dai ragazzi nelle loro case, è emerso un importante spaccato generazionale - conclude Enrico - Mi porto nel cuore tantissimi progetti portati avanti negli anni, tra questi “Crush - connessioni (im)possibili tra genitori e adolescenti” nato da poco in collaborazione con il comune di Fiorano, dove stiamo cercando, sempre attraverso il teatro, di creare un dialogo intergenerazionale tra genitori e figli adolescenti. Spero presto di poter riprendere a lavorare insieme a Juri Roverato, attore e danzatore nato con una tetraparesi spastica, un incontro prezioso e fondamentale nel mio percorso lavorativo». Appena partito è il laboratorio teatrale Radici e Ali rivolto a genitori e figli: un’occasione per incontrarsi come compagni di gioco, coinvolgendosi reciprocamente, pronti ad entrare in sintonia, a comunicare, a reagire, a sperimentare, a scoprirsi, ad ascoltarsi, liberi di fare esperienza presso il Parco Amico di Braida a Sassuolo. Per seguire il lavoro di Quinta Parete: www.quintaparete.org —

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