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Gargallo, mille abitanti “sconnessi”

Mauro Pinotti

Le linee internet tradizionali fanno soffrire le attività e le famiglie che fanno i conti con la didattica a distanza

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Mauro Pinotti

Mille abitanti circa. Gargallo è una piccola frazione ma c'è tutto. Tra pregi e difetti quotidiani. La qualità della vita è buona. Poco traffico tanto verde. Unico neo manca una connessione Internet che funziona, a seconda delle zone a spizzichi e bocconi: ci sono vie già dotate di fibra ottica mentre altre sono prive e tutto è lasciato all'iniziativa di privati cittadini costretti ad arrangiarsi con antenne varie.

La mancanza di questa connessione crea notevoli problemi alle attività in zona e alle famiglie, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, in zona rossa, con le scuole chiuse per la didattica a distanza.

Nel centro della frazione c’è un negozio che funge un pò da emporio dove si possono acquistare alimentari, tabacchi, giornali e vini. Un piccolo grande bazar quello di Marco Zangi, 39 anni, residente... a Novi.

«Ho rilevato il negozio nove anni fa subito dopo il terremoto del 2012 – spiega Marco – Avrei voluto restare a Novi per lavorare sul territorio ma poi mi si è presentata questa opportunità. Qui a Gargallo siamo ben organizzati». L’emporio è ben fornito e funge anche come una sorta di ufficio postale per il pagamento delle bollette.

Non esiste ancora un servizio di spedizione ma presto qualcuno s'inventerà qualcosa. Ma la vera chicca è l'angolo dedicato ad una vera e propria enoteca. «Sono un appassionato di vini dal 2008 - aggiunge - Mi piace consigliare la gente. Non sono abilitato ma ho fatto un corso per sommelier. Riesco a degustare un vino sapendo descrivere profumi e sapori».

In negozio entra un cliente Giuseppe Libergolis 51 anni: «Sono di origine pugliese, ho abitato a Modena per qualche anno poi con mia moglie siamo venuti ad abitare a Gargallo. Si sta bene, c'è un buon rapporto con la gente. Ho ritrovato quella tranquillità che avevo quando abitavo nel mio quartiere in Puglia».

Ad attendere fuori dal negozio c'è un nonno. «Manca la connessione Internet. Ho tre nipoti tutti in didattica a distanza. Dalle 9 alle 12 si collegano tutti e il segnale è come entrare in un collo di bottiglia».

Cinzia Lugli, 47 anni, gestisce un negozio di frutta e verdura. «Sono qui da quattro anni ed è una meraviglia. Non ci manca nulla». La frazione è dotata di un forno ma la titolare Daniela Masok si lamenta della linea: «Lavoro in questo forno da tre anni ma non sono soddisfatta. Il registratore di cassa senza linea funziona male e perdo tempo». In via Mulini esterna c’è la farmacia San Lorenzo, gestita da quasi cinque anni dalla dottoressa Maria Letizia Miliani originaria di Roma.

«Ho vinto il bando concorso e qui mi trovo molto bene. Sto cercando di migliorare sempre di più il servizio. Abbiamo anche un medico a Gargallo. Ho lavorato molto per questo territorio». In via Chiesa Gargallo c’è la scuola d’infanzia “Caduti in Guerra”, che è stata gestita, per anni, dalla Fondazione Opera Pia Antonio Paltrinieri.

I suoi animatori svolgevano attività educativa e assistenziale in favore dell’infanzia e della famiglia, ispirandosi ai valori cattolici, con l'intenzione di proseguire, in veste moderna, l’azione delle Opere Pie di Carpi, la cui storia risale al 1300. Un ponte tra passato e presente. —

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