Industria 4.0, Crit genera 54 milioni di investimenti
Il Centro ricerche in 4 anni ha supportato 37 aziende manifatturiere nazionali per innovazione e digitalizzazione: da Ferrari a Beghelli, Cnh, Datalogic, Tetra Pak
Giovanni Medici
Negli ultimi quattro anni, grazie a oltre 200 attestazioni di conformità 4.0 rilasciate, 37 aziende manifatturiere distribuite in otto regioni del centro-nord Italia hanno potuto effettuare investimenti in innovazione e digitalizzazione.
Sono 54 i milioni di euro investiti negli ultimi quattro anni da parte di queste aziende, che hanno colto le opportunità offerte dal Piano Industria 4.0 grazie alla partnership realizzata tra il Centro di ricerca e innovazione tecnologica (Crit) con sede a Vignola e Icim spa, Istituto di certificazione italiano per l’industria meccanica e Industria 4.0, nel quale è presente come socio di maggioranza Anima-Confindustria Meccanica.
Questa collaborazione ha permesso di guidare queste imprese tra le varie misure disponibili, supportandole a individuare strategie che permettessero di sfruttare appieno gli incentivi previsti, come l’iper-ammortamento e il super-ammortamento e l’attuale credito di imposta.
Misure che hanno lo scopo di incentivare le aziende che investono in tecnologie e beni strumentali nuovi, materiali e immateriali (software e sistemi di information technology), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi in ottica Industria 4.0.
Le imprese hanno potuto godere in sicurezza dei benefici fiscali, tutelando gli investimenti effettuati e traendone vantaggi in termine di efficienza produttiva e competitività.
«Poter cogliere le opportunità legate alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale fa aumentare di molto la competitività e la produttività delle aziende, condizioni oggi indispensabili in ambito manifatturiero per rispondere adeguatamente alle sfide di mercati che sono sempre più complessi e connessi – ha avuto modo di spiegare Marco Baracchi, general manager di Crit – Grazie all’integrazione delle rispettive competenze abbiamo potuto offrire ai clienti assieme a Icim spa servizi a elevata specializzazione, supportandoli nel percorso di innovazione e affiancandoli in ogni fase del processo di certificazione».
Crit nelle scorse settimane ha tra l’altro firmato un importante accordo di collaborazione con la AutomationWare di Martellago (Venezia). Per l’azienda veneta, che è specializzata nella realizzazione di soluzioni tecnologiche su misura nel campo della meccatronica avanzata, l’ingresso nel network Crit ha significato entrare in contatto con altre realtà innovative italiane e usufruire dei servizi offerti dal Centro di via Confine: l’accreditamento come fornitore d’eccellenza consente infatti di sviluppare sinergie con partner a elevata specializzazione, oltre che potere approfondire tematiche tecnologiche specifiche.
Il Centro ricerche di Vignola nel settembre scorso era diventato infine partner di un progetto europeo che punta a dare corpo all’industria nichel-free, più sicura, meno costosa e più rispettosa dell’ambiente.
Finanziato dalla Unione Europea per studiare nuove tecnologie applicabili ai settori metalmeccanico e automotive (e ridurre l’impiego di questo materiale dalle leghe metalliche in ambito industriale entro il 2021), il progetto è finalizzato anche a innovare la produzione di componenti ad alte prestazioni.
La società CRIT è nata nel 2000 e, grazie a uno staff composto da ingegneri e laureati in materie tecniche, supporta le imprese nei processi di innovazione di processo e di prodotto, favorendo il trasferimento di conoscenze tecnologiche tra le ventotto aziende private socie, molte delle quali sono leader mondiali nei rispettivi settori di competenza, come per esempio Alstom, Beghelli, Caprari, CNH industrial, Datalogic, Ferrari, Rossi, System Ceramics, Technogym, Sacmi, Sitma, Tetra Pak. Wam Group. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google