Il Banco Bpm chiude l’agenzia A Levizzano rabbia e delusione
Inutile la petizione con 500 firme. Il sindaco: «Stiamo cercando altro operatore» I cittadini: «Ai vertici dell’istituto non interessavano 60 anni di clientela»
Mattia Vernelli
CASTELVETRO. Le cinquecento firme, i tentativi dell’amministrazione comunale, la voce grossa degli abitanti. Niente di tutto ciò è servito per opporsi ad una decisione presa prima ancora che divenisse dibattito sul quale disquisire, arrivata dai piani alti del Banco BPM. Levizzano fa i conti con l’ufficialità della chiusura della sua storica banca, e più che mai il malumore è diffuso. «Siamo amareggiati - dichiara Giuliana Simonini - ci sentiamo traditi e rassegnati. Ci hanno messo di fronte ad un “fatto compiuto”, sul quale non abbiamo potuto fare nulla, nessuno ha ascoltato le nostre istanze. Ci hanno tenuto in attesa, ma in realtà non c’è mai stata speranza. Poi si sono anche meravigliati, quelli della banca, che noi avessimo sentito la notizia prima ancora che loro facessero uscire il comunicato ufficiale. La chiamavamo “la nostra banca”, 60 anni che era qui ed era uno dei cardini di questo paesino. Questa è una popolazione unita, laboriosa, dedita al volontariato e alle piccole attività...». Difficile accogliere di buon grado le motivazioni che giungono da Milano e che individuano la tecnologia come mezzo sostitutivo al luogo fisico, in un paese abitato da tanti anziani. «Fanno ridere queste giustificazioni continua - io ho 72 anni e, seppur con grandi difficoltà, riesco a fare qualcosa. Ma qui la maggior parte dei miei coetanei non ha mai preso in mano uno strumento tecnologico». Non solo il profitto ma anche la volontà di dare un servizio al paese a tiene in vita tante attività. «Se non sei di Levizzano -sostiene Elisa Carnevali - non ti interessa della vita e dei servizi di questa comunità. Figuriamoci poi gli amministratori delegati della banca che hanno preso la decisione. Qui non si dovrebbe chiudere nulla, anzi si dovrebbe aprire. Altrimenti diventiamo un paese dormitorio». Vanni Vranjen, titolare della farmacia di Levizzano, fa sapere tutta la sua costernazione. «È un vero peccato e soprattutto un disagio per il paese. Come imprenditore dico che una filiale così profittevole non va mai chiusa. Avevamo dato fiducia alla banca aprendo dei conti correnti personali e dell’attività, perché anche il personale ci ha sempre offerto un buon servizio. Ci hanno convocato per sentire le nostre intenzioni su dove spostare il conto corrente: la banca ha fatto le sue valutazioni e ora noi faremo le nostre. Nessuna azione di ripicca, farò una scelta di convenienza». Marisa Bettuzzi invece non usa giri di parole: «Siamo avviliti di fronte a questa scelta. Speriamo che arrivi qualche banca in questo paesino» La possibilità che si insedi un nuovo operatore bancario sembra in effetti l’unica soluzione e speranza per i levizzanesi. «Come amministrazione ci stiamo muovendo per trovare qualcuno che possa sostituire la BPM. È molto complicato, perché è un periodo dove le filiali di banche vengono chiuse, pochi sono disponibili per aprire», afferma Fabio Franceschini sindaco di Castelvetro, che lascia filtrare uno spiraglio di speranza: «Probabilmente c’è un operatore interessato, ma siamo ancora in una fase troppo embrionale per avanzare previsioni. Se ne riparlerà più avanti». —
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