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L’apertura delle porte il rombo del sei cilindri e il tridente sul lunotto: emozioni impagabili

Giovanni Medici
L’apertura delle porte il rombo del sei cilindri e il tridente sul lunotto: emozioni impagabili

Il giornalista della Gazzetta sulla MC20 lungo strade dell’Appennino e in pista a Marzaglia a fianco del pilota professionista Bertolini 

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IL TEST DI GUIDA

Giovanni Medici

La carrozzeria gialla della Maserati, che alla luce del sole appare con un riflesso blu, è davvero modenesità assoluta. Alessandra Neri, che tiene corsi di guida sportiva sicura anche per i clienti Maserati a Varano de’ Melegari ci scarrozza su e giù per la collina. Una prova su strada della MC20 che mostra tutte le potenzialità della nuova supercar del Tridente.

Grandi prestazioni ma anche assoluta tenuta di strada sulle curve e l’asfalto sconnesso delle provinciali che si snodano da Montegibbio a Prignano e da qui a Baiso. Neri ci mostra le differenti possibilità offerte dalla vettura, che propone diversi assetti delle sospensioni oltre che differenti configurazioni per la pista o la guida normale.

Non si sta troppo stretti nella due più due Maserati: la visibilità è buona e anche il comfort, a patto forse di non essere troppo alti. L’effetto “wow” provocato dall’apertura delle porte ad ali di farfalla è assicurato. I tecnici di Maserati dicono che l’entrata e uscita dall’auto è la migliore nella sua categoria. La MC20 fa segnare 123 centimetri d’altezza, quasi due metri di lunghezza e 4 metri e 70 di lunghezza. Ma è molto compatta e sembra quasi più piccola. Tra curve e controcurve dell’Appennino si comporta benissimo. Molto caldo il rombo del sei cilindri biturbo (il pulsante di accensione-spegnimento è sul volante) che diventa lancinante però quando la supercar modenese si lancia in pista. Ergonomica e con interni di pelle color tabacco, la MC20 è ovviamente un mezzo con il quale il bagaglio a mano, meglio se di dimensioni contenute, è molto indicato. Lo schermo della macchina (praticamente un tablet posto ai lati del volante) fornisce tutte le informazioni sulla strada da seguire, il meteo, eccetera. Alzando gli occhi si vede tutto quello che succede dietro l’auto, nello specchietto digitale.

Oltre che su strada, ieri l’abbiamo provata all’autodromo di Marzaglia con il pilota Andrea Bertolini, che ha contribuito al simulatore virtuale a farla nascere (10mila le ore di lavoro nel Maserati Innovation Lab di Modena) e che con la “mamma” MC12 ha vinto tanto in tutto il mondo. Pochi giri appena (casco in testa) ma le sensazioni di essere a bordo di una vettura d’eccezione ci sono tutte. Merito del pilota ma anche di uno sterzo studiato a lungo dai tecnici Maserati, che tiene attaccata alla pista la macchina anche se si finisce sul cordolo, della geometria delle sospensioni e di pneumatici Bridgestone, anch’essi “su misura” per la MC20. Inutile dire che Bertolini non usa configurazione particolari in pista. Piede sul gas e via a velocità impressionante, in curva o sul dritto. Ma con questa macchina si può anche andare tranquilli nel traffico e i consumi dichiarati sono di 8.6 litri ogni 100 chilometri.

Bellissimo, ma lo si vede bene solo se si guida un veicolo un poco più alto della MC20, il Tridente stilizzato intarsiato sul lunotto. Segno di riconoscimento e di blasone.

Se poi non rinunciate a essere sempre connessi, la MC20 può rapportarsi con Alexa e dunque con la casa del proprietario, mentre il sistema MIA sviluppato con Android consente almeno per i primi tre anni l’aggiornamento di mappe e servizi sulla viabilità. Sono ben quattro le centraline elettroniche presenti sull’auto. —

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