Polisportive piegate dalla crisi La Corassori rinuncia ai campi
Gli impianti da calcio, calcio a 5 e relativi spogliatoi tornano al Comune: era stata versata solo una rata
Luca Gardinale
Sedicimila metri quadrati di campi da calcio, da calcetto e relativi spogliatoi che a cinque anni di distanza dalla cessione del diritto di superficie tornano in mano al Comune.
Una rinuncia inaspettata, se si pensa al grande progetto di ampliamento presentato a metà del decennio scorso, ma che assume un altro significato se si tiene conto di un contesto in cui le polisportive fanno sempre più fatica a stare in piedi, considerando anche che di fatto l’attività sportiva è sospesa - salvo un breve periodo di ripresa - da quindici mesi a causa della pandemia e delle misure di contrasto.
In questo caso siamo in via Newton, in uno dei più importanti complessi polivalenti della città, ovvero la polisportiva Corassori. E la rinuncia ai campi da calcio che facevano parte dell’importante progetto di ampliamento varato tra il 2015 e il 2016 è stata formalmente confermata il 21 aprile scorso, con la delibera di giunta che ha preso atto della richiesta da parte della cooperativa che ha in mano il diritto di superficie, peraltro arrivata dopo il mancato pagamento delle prime rate richieste dal Comune per la concessione dei terreni.
L’atto del Comune parte dal presupposto che nel 1987 l’amministrazione ha concesso in diritto di superficie alla cooperativa Corassori «una vasta area destinata a servizi di interesse collettivo, situata a Modena, tra via Newton e via Leonardo Da Vinci, per la durata di 30 anni». Concessione è che stata prima rinnovata fino al 2029, e poi fino al 2044.
Nel 2016, però, la coop Corassori, in occasione del quarantesimo anno dalla sua fondazione, ha dato il via a un importante intervento di ampliamento, prevedendo così una palestra, un ristorante e appunto le nuove strutture sportive.
Un ampliamento - dal valore di otto milioni di euro più Iva e realizzato grazie all’attivazione di un mutuo contratto con il Credito sportivo per il 50% dell’investimento e il sostegno degli istituti di credito con Bper Banca come capofila e Banca popolare di Verona e Unicredit - che ha portato il Comune a concedere in diritto di superficie un’area di 16mila metri quadrati tra campi da calcio, calcetto e strutture di pertinenza. Un’operazione che, come previsto dall’accordo siglato cinque anni fa, comportava il pagamento di una somma di 227.444 euro, da versare al Comune in 15 rate biennali di 16.246 euro, a parte la prima rata di 10mila euro e la seconda di 6.246 prevista al momento della stipula della convenzione.
Nel documento approvato dalla giunta il 21 aprile, però, l’amministrazione prende atto «che la cooperativa polivalente Alfeo Corassori ha versato solo la prima rata di 10mila euro, e che l’atto di concessione del diritto di superficie non si è formalizzato nei termini previsti».
La giunta prende anche atto che «con una nota del 13 agosto 2020, la cooperativa ha comunicato la rinuncia alla costituzione del diritto di superficie degli immobili comprensivi dei campi da calcio, in quanto non ha interesse all’utilizzo e alla gestione del suddetto campo, dal momento che l’attività calcistica non è prevista nei palinsesti né della cooperativa Corassori né della Asd polisportiva affittuaria degli spazi adibiti ad attività sportive». Di conseguenza, nel documento la giunta approva la rinuncia all’ampliamento e stralcia le rate ancora da pagare.
Una notizia che arriva a pochi giorni dal bando per l’assegnazione dell’impiantistica sportiva modenese: torneranno in gara, dopo l’anno della pandemia, palestre e campi da calcio, e le società sportive e le associazioni dovranno presentare la loro proposta per poi vincere l’assegnazione che darà diritto alla futura gestione.—
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