Autostrade e la recinzione «In quel tratto è a norma»
Sopralluoghi sul tratto dell’incidente mortale E Coldiretti lancia l’allarme «Proliferazione senza controllo degli animali selvatici»
Dopo la tragedia in cui ha perso la vita Enrica Franchini, la Direzione di tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia esprime «cordoglio per la scomparsa della signora. Per conto della società sono stati effettuati dei sopralluoghi, sul luogo dell’impatto.
«In seguito all’incidente avvenuto ieri mattina (il 17 maggio per chi legge, ndr) – fanno sapere fonti tecniche della Direzione di tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia – al chilometro 3+950 in carreggiata Nord dell’autostrada A14 Bologna - Taranto, nel tratto compreso tra la stazione di Borgo Panigale e l’allacciamento A1/A14, i tecnici della direzione di Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia hanno effettuato sopralluoghi puntuali per verificare lo stato della rete di recinzione che è risultata perfettamente integra. Sul tratto autostradale interessato dall’evento è attualmente presente una rete di recinzione che delimita il confine del sedime, così come previsto dagli standard normativi e in coerenza con le rilevazioni effettuate dal 2016 a oggi, che non hanno mai registrato in quella sede attraversamenti di animali vaganti, per un raggio di 10 chilometri», conclude la Direzione di tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia.
Sul caso interviene anche Coldiretti Emilia che lancia un nuovo allarme sulla proliferazione dei selvatici: «L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero degli incidenti stradali causati da selvatici che fra il 2012 e il 2018 in regione ha superato i 5mila episodi. I selvatici sempre più spesso si spingono nei centri abitati, con segnalazioni nei paesi e nelle grandi città oltre che nelle aree coltivate, da nord a sud del Paese».
«La proliferazione senza freni dei selvatici – continua Coldiretti regionale rimarcando l’allarme – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico». —
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