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Trasmissione ingannevole e norme anti-Covid non rispettate 

Tv e salute, altra tegola su Panzironi

Tv e salute, altra tegola su Panzironi

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IL CASO

Il 10 settembre 2020, alle 15,04 su Canale 10, tv locale visibile in Toscana, un signore dichiara, a favore di telecamera: «Sono guarito dal diabete, dopo aver abbracciato lo stile di vita Life120». Da quando non mangia più pasta, pane, patate, e qualunque carboidrato esistente sulla terra, il “testimone” assicura di «non fare più uso di medicine grazie ad Adriano Panzironi», il giornalista ideatore dello stile di vita che promette di far campare fino a 120 anni. Altre “testimonianze di guarigioni” – da cisti ovariche, ulcera duodenale e altre importanti patologie – vengono trasmesse nella rubrica “A cena con Panzironi»: sono persone riprese a tavola (alle serate Life120) «in assenza di qualsiasi precauzione» rispetto alle misure anti-Covid.

Il 21 aprile 2021 l’Agcom, l’Autorità di garanzia delle comunicazioni, multa la società che fornisce i programmi a Canale 10: poco più di settemila euro, cifra di per sé non alta in assoluto. Ma importante se si pensa che rappresenta due volte e mezzo il minimo di legge e soprattutto se si guardano le motivazioni: «Le comunicazioni commerciali audiovisive non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza»; «la pubblicità e le televendite devono essere chiaramente riconoscibili dal contenuto editoriale». Quello che Agcom contesta a Panzironi, alle sue società e alle tv che lo mandano in onda da anni. Non a caso nel provvedimento di aprile, Agcom parla di «comportamento di grave entità, per la rilevazione di episodi non isolati di violazione delle disposizioni di legge... e tali da comportare per la società AbC srl di Latina indebiti vantaggi economici e, al contempo, per i telespettatori significativi effetti pregiudizievoli in riferimento a un bene, quello della salute, la cui tutela necessita di garanzie privilegiate».

Proprio alla tutela della salute pubblica pensa il Corecom (Comitato regionale di controllo sulla comunicazione) della Toscana quando a settembre 2020 inizia il monitoraggio delle trasmissioni di Canale 10. Su delega di Agcom segue i programmi dell’emittente da mezzanotte del 10 settembre a mezzanotte del 16 settembre. Giorni nei quali rileva diverse violazioni. Ad esempio – cita Agcom – alle 17,34 e alle 17,51 del 10 settembre 2020, altri testimoni, ospiti del “Il cercasalute” garantiscono di «aver ottenuto risultati supefacenti, grazie allo stile di vita Life120, rispetto a patologie come psoriasi e sclerosi multipla». L’11 settembre, alle 21,06, altri testimoni, su Canale 10 dicono di essere guariti dall’ipertensione. Da qui le contestazioni di Agcom: canale 10 «ha trasmesso comunicazioni pubblicitarie in in contesto apparentemente informativo, in contrasto con il Testo Unico dei servizi radio-televisivi a salvaguardia della salute e della sicurezza dei telespettatori oltre che delle norme che disciplinano le televendite e la pubblicità occulta».

Secondo Agcom, infatti, Il Cercasalute non può essere qualificato «come programma scientifico né di informazione scientifica: Panzironi non risulta vantare alcun titolo accademico o comunque di riconosciuta condivisione da parte della comunità scientifica...». Ricorda, inoltre, Agcom che il 9 ottobre 2018 il Consiglio superiore di Sanità ha stabilito che «il metodo Life120 si basa su argomentazioni non supportate da evidenza scientifica; nega evidenze scientifiche consolidate... invita all’abbandono di terapie per i tumori; incorre in gravi errori».

Si difende la società, dicendo che: 1) il Corecom Toscana non può muovere contestazioni alla società perché ha sede a Latina; 2) Agcom non può applicare sanzioni perché le questioni di pubblicità ingannevole o pratiche commerciali scorrette competono all’Autorità di garanzia della concorrenza; 3) la multa costituisce una violazione della libertà di espressione e di opinione; 4) le testimonianze «sono rese gratuitamente da persone libere, in modo spontaneo e prescindendo totalmente dall’esame della loro veridicità».

In altre parole, Il Cercasalute manda in onda testimonianza di gente che dice di essere guarita da malattie gravissime, senza verificare se quello che dice è vero. E subito dopo manda in onda la pubblicità degli integratori. Promossa dal presentatore che intervista Panzironi nel programma. Senza che appaia la scritta “televendita”, contesta Agcom. Perché non è una televendita, dice la società. Nonostante si parli di prezzi e si dia il numero di telefono al quale chiamare per l’acquisto. Ma il problema vero non è solo il discredito della “medicina ufficiale”: è il fatto che i prodotti pubblicizzati come «capaci di guarire dalle malattie sono indirizzati al telespettatore che versa in stato di salute precario, malato, in alcuni casi anche grave o inguaribile e come tale è un “consumatore vulnerabile”». Che si può condizionare con più facilità. —I.B.

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