«La provincia più colpita ora traina la nostra regione»
Il presidente Bonaccini: «Il sisma ha picchiato duro ma i dati confermano la crescita economica Segno evidente di una reazione unica che si merita l’autostrada: abbiamo scritto al ministro»
L’INTERVENTO
«Modena è stata la provincia più colpita di tutte dal sisma di nove anni fa e ora viene indicata come prima provincia per crescita economica quest’anno». Sono le parole di Stefano Bonaccini. Il presidente della regione, intervenuto a nove anni dal sisma nella Bassa, continua sull’argomento: «La stessa provincia di Modena aiuterà a trainare l’Emilia-Eomagna, che nel giro di un paio d’anni, ci dicono tutti, tornerà a livelli pre-pandemia o addirittura superiori. Che tutto questo venga, nonostante la botta del terremoto, dà l’idea di come in regione ci siano forze ed energie capaci di attivarsi anche durante le tragedie, ripartendo alla grande. Ringraziamo tutti anche per questo». Il presidente della regione sottolinea: «Il dramma del terremoto, che avrebbe potuto spazzare via alcuni distretti industriali, delocalizzandoli e perdendo posti di lavoro. Non è successo e, anzi, siamo ripartiti con più slancio».
Tema ricostruzione, l’argomento è centrale nella videoconferenza con Bonaccini protagonista: «Quasi tutti i cittadini e le loro famiglie sono rientrati nelle proprie case, gli edifici ripristinati sono 8mila con 16.500 abitazioni rese di nuovo agibili, a fianco di oltre 5.700 piccole attività e quasi 3.500 imprese ricostruite o riportate in sicurezza. Restano i problemi sui centri storici e sui monumenti ma oltre il 90% della ricostruzione è conclusa. Ricordo che stiamo completando i progetti del secondo terremoto più disastroso per danni della storia d’Italia, con quasi 14 miliardi di conto. È secondo solo a quello dell’Irpinia ed è stato definito un terremoto industriale, visto che colpì oltre 10mila imprese e un distretto biomedicale tra i primi al mondo nel settore. Detto questo mi auguro presto arrivi una legislazione nazionale sul tema delle ricostruzioni che ancora manca e potrebbe prendere qualcosa dalla ricostruzione dell’Emilia-Romagna».
«Sui somministrati, invece, stiamo facendo bandi di assunzione, siamo consapevoli delle difficoltà dei Comuni», ha garantito il sottosegretario, Davide Baruffi.
Non solo terremoto, Bonaccini ha aggiornato la situazione legata alla Cispadana: «Abbiamo scritto al ministro delle Infrastrutture. Enrico Giovannini, per dire che ci aspettiamo lo sblocco della vicenda A22, con il tema della concessione. Facciano come vogliono, ma abbiamo bisogno di far partire i cantieri. Dove c’è uno dei distretti più importanti al mondo, come il biomedicale o quello della ceramica, non si comprende perché non dovrebbero essere realizzate le infrastrutture. Se l’Europa, come pare, non proroga la concessione, il governo deve trovare la strada: le risorse ci sono già e sarebbe un ulteriore aiuto alla ripartenza dell’economia di un territorio. A noi ora non tocca più niente, io non ho nessuna responsabilità: ora tocca all’esecutivo e ci aspettiamo che si risolva in fretta». —
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