Quando Battiato con Iris e Pollution profetizzò i problemi ambientali
Il ricordo dell’artista e di un progetto del 1972 partito da sassuolo
Gabriele Bassanetti
Nel 2018 il Cersaie di Bologna aveva ricordato l’avveniristica operazione di comunicazione organizzata nel lontano 1972 da Iris Ceramiche in diretta collaborazione con Franco Battiato. “Pollution” era il titolo dell’iniziativa e anche di un 45 giri scritto e cantato da Battiato, che era direttamente collegato all’operazione. Nella storica piazza santo Stefano di Bologna venne allestita una mostra performance alla quale parteciparono numerosi artisti: fra gli altri Ableo, Vincenzo Agnetti, Agostino Bonalumi, Mario Ceroli, Ugo La Pietra, Armando Marrocco, il gruppo Ufo, insieme a Battiato e al gruppo Solo and Ensemble. Per l’occasione, piazza Santo Stefano venne pavimentata con diecimila piastrelle di ceramica di formato 33×33 cm che riproducevano una fotografia di una zolla di terra (la stessa immagine era stata utilizzata per la copertina del disco 45 giri di Franco Battiato) prodotte, numerate e firmate dall’azienda Iris Ceramica. Su questo “campo artificiale”, dall’8 al 14 ottobre 1972, gli artisti furono chiamati a proporre idee e modalità per la gestione di una “natura mutante”, deformata dall’inquinamento e dalle azioni dell’uomo. A fine performance, in serata, Battiato stesso si esibì nella piazza. L’operazione, ideata direttamente dal discografico Gianni Sassi insieme a Battiato e a Iris, era proiettata in un futuro che all’epoca pochissimi vedevano: nel 1972 l’idea di inquinamento nel comprensorio ceramico era lontanissima e le regole molto diverse da quelle, rigidissime, che le aziende rispettano oggi. “Iris ritiene – scrisse Romano Minozzi per l’occasione - che i problemi della qualità della vita stiano già influenzando pesantemente la situazione industriale italiana, e che in un prossimo futuro essi diventeranno di importanza fondamentale”. Della formazione che suonò con Battiato a Bologna facevano parte anche Roberto Cacciapaglia, Aldous Tedesca, Gianni Mocchetti e Gianfranco D’adda. La collaborazione diretta fra un artista d’avanguardia e un’importante azienda, in anni di grandi conflitti e di contro-cultura, attirarono anche critiche sul musicista, accusato di mascherare dietro la scusa dell’ecologismo, finanziamenti trasversali alle industrie ceramiche. Il tempo ha detto che l’operazione di Battiato era sincera e anche storica, tanto che nel 2018 agli studenti di numerose scuole di architettura e design è stato chiesto di reinterpretare quel messaggio, protagonista poi di una mostra e di un nuovo progetto ancora in piazza Santo Stefano, dove è stato allestito un bosco urbano. —
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