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Ondulati, ecco le tappe del tormentato caso: l’impresa sotto accusa

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La tormentata vicenda di Ondulati Maranello ha avuto inizio nei primi mesi del 2020, quando l’azienda ha comunicato al Comune di avere venduto il proprio stabilimento alla Ferrari. Nel frattempo il Gruppo Ceramiche Ricchetti, proprietario di un terreno in via Trebbo Nord a Maranello, richiese una variante che avrebbe reso disponibile alla vendita quell’area, idonea per dimensioni e caratteristiche alla realizzazione di un nuovo stabilimento.

Il Comune adottò la variante nell’aprile 2020 e nei mesi successivi si susseguirono numerosi incontri tra Comune e Ondulati, nei quali l’azienda comunicò l’esistenza di una trattativa con il Gruppo Ricchetti.

«In quegli incontri – dice l’amministrazione comunale – il Comune diede alla Ondulati tutto il supporto richiesto sulla redazione dei documenti necessari alla progettazione e alla successiva realizzazione di uno stabilimento nell’area di via Trebbo. Poi a fine estate una società immobiliare riconducibile alla famiglia del proprietario della Ondulati acquistò un lotto a Castelbelforte, nel Mantovano. E l’azienda spiegò che sarebbe servito per un nuovo capannone legato alla holding Pro Gest, e non utile al trasferimento della Ondulati. A quel punto Comune e sindacati, preoccupati, chiesero e ottennero la convocazione di un Tavolo regionale di confronto coordinato dall’assessore Vincenzo Colla, al quale parteciparono anche la Ondulati e Confindustria».

«Nell’arco di quattro incontri tra novembre e maggio – continua l’amministrazione – si è passati dalla ricerca, con esito negativo, di aree alternative nella provincia modenese, nessuna idonea per dimensioni o perché agricola, all’impegno da parte della Ondulati a riprendere una trattativa seria col Gruppo Ricchetti per il terreno di Maranello, ancora disponibile. Con Regione e Comune a proporsi con una serie di ulteriori azioni a sostegno della permanenza dell’azienda».

L’altro ieri la proprietà di Ondulati ha prima proposto una somma lontana dal valore di mercato, poi ha comunicato al Tavolo regionale di voler delocalizzare comunque nel Mantovano con le conseguenze negative per i lavoratori. Ora interverrà il Ministero. —



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