Si chiama Frignano a domicilio e avvicina i negozi al cliente
Che successo per la nuova applicazione creata da Mario e dalla compagna Noemi «È una grande “vetrina” per potenziare le attività della nostra montagna»
PAVULLO. Si chiama “Frignano a domicilio” e il nome, da solo, sintetizza alla perfezione di cosa si occupa l’applicazione creata da Mario Diaco e dalla sua compagna Noemi. Il giovane imprenditore di Pavullo, ha 31 anni e lavora nel settore estero di una ceramica, ha avuto questa intuizione che per forza non deve essere legata alla pandemia attuale, anzi.
Di cosa si tratta è presto detto, a raccontarlo è proprio Mario: «Ci siamo “appoggiati” al franchising “Comune a domicilio” per creare questa applicazione per i telefonini. Si tratta di un servizio che abbiamo messo a disposizione dei commerciati del nostro territorio, quelli della nostra montagna. Una grande vetrina dove vendere i propri prodotti o, magari, farsi pura pubblicità. Il nostro lavoro è a tutto tondo. Quindi diamo assistenza anche per quanto riguarda il marketing e la promozione dei prodotto o, appunto, la pubblicità».
La funzione primaria di “Frignano a domicilio” è come detto la vendita al cliente che abita nel territorio dell’Appennino: «Esattamente. Le persone possono consultare il loro cellulare e tramite l’applicazione fare la spesa. Noi, appunto, gestiamo questi passaggi, ma stiamo anche organizzando le eventuali consegne. Per il momento non è stato necessario fornire pure questo servizio, molti negozianti si stanno infatti adoperando per il delivery».
Una proposta decisamente interessante che non a caso ha già riscosso un discreto successo. Sono diverse le attività che sfruttano questa tipologia di e-commerce: «Certamente – conferma Mario – abbiamo avuto molti contatti con le attività del territorio. A Pavullo, ma anche a Lama oppure a Sestola. Insomma, siamo soddisfatti di come è stata accolta questa proposta. L’obiettivo, ovviamente, è quello di crescere ancora e di creare una vera e propria rete che metta al centro i negozi di vicinato dell’Appennino. In questo caso la tecnologia può essere importante, anzi fondamentale. Dall’app può arrivare un impulso unico, capace di coinvolgere la montagna e i suoi negozi. Gli stessi negozi che, come detto, possono essere di alimentari, ma non solo.
Spazio, giusto per fare una citazione, hanno trovato anche i parrucchieri per proporre i listini o semplicemente per inserire il loro logo e dire “ci siamo anche noi”. La mia idea è nata appunto da qui. Dalla necessità riscontrata in particolare a Pavullo dai piccoli commercianti. Avevano bisogno di farsi conoscere e di ampliare la platea dei clienti». —
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