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Il caos fra presidenti  

Fedriga contro il governo «La proposta è inattuabile»

Fedriga contro il governo «La proposta è inattuabile»

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il dibattito

No, per Massimiliano Fedriga la soluzione non è quella di dare il via a una sorta di “migrazione” delle dosi da una parte all’altra dell’Italia. Per il presidente della conferenza Regioni e Province autonome, è troppo complicato vaccinare gli italiani nelle località di vacanza. La soluzione – più semplice – c’è, ma è un’altra: anticipare, o al massimo posticipare, la seconda dose. Per Fedriga, infatti, se la vaccinazione durante il periodo di ferie diventasse realtà sarebbe un problema. «Fosse soltanto per gli imprevisti che, ad esempio, potrebbero derivare da qualcuno che perde il volo, senza riuscire ad arrivare in tempo per l’orario della vaccinazione», precisa. Per il presidente della Conferenza delle Regioni, non ci sono adeguate garanzie sulla fornitura delle dosi. «Nelle zone in cui c’è un afflusso di migliaia di turisti è molto complicato riuscire a organizzare la vaccinazione. Per questo sono al vaglio ipotesi fattibili», precisa. Quello che Fedriga vuole evitare è che in questo momento – che lui definisce «già complicato» – si vadano a «stressare i punti vaccinali», già oberati. «Che, è vero, sono pronti a somministrare un numero superiore di dosi rispetto a quello che stanno somministrando al momento – aggiunge – ma, in modo oggettivo, non possono anche farsi carico dei turisti. Ci vuole prudenza: senza garanzie sulle dosi di vaccino e con le difficoltà a monitorare i flussi turistici, la gestione della vaccinazione in vacanza non potrebbe funzionare. Siamo al lavoro, tutti quanti, per dare risposte e trovare soluzioni che siano sostenibili».

Al contrario Luca Zaia, presidente del Veneto, nei giorni scorsi ha annunciato la volontà di voler vaccinare i turisti che sceglieranno il Veneto come località di vacanza. «Ne parlerò con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, quando verrà in visita nella nostra regione, il 31 maggio – sottolinea Zaia –. Siamo una regione che fa 72 milioni di presenze turistiche, il 67% sono stranieri». Non vaccinabili, quindi, secondo le indicazioni del sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Ma il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, non vorrebbe vaccinare neppure gli italiani. «Qualche mio collega presidente (Zaia, ndr) ha voluto dire che nella loro regione sono pronti a vaccinare tutti quanti, tutti i turisti che arriveranno – spiega in una diretta Facebook –. Mi permetto di domandare, non vorrei essere insolente: ma con i vaccini di chi vi impegnate a vaccinare tutti quanti? Visto che non abbiamo i vaccini sufficienti neanche per vaccinare con le due dosi tutta la nostra popolazione». Perfino Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, che all’inizio aveva mostrato un’apertura nei confronti dei vaccini in vacanza, ora tira indietro. E, anzi, striglia le Regioni che si muovono in ordine sparso: «Il piano deve andare avanti seguendo i criteri stabiliti, prediligendo soggetti fragili, over 60 e cittadini fragili». «In questi ultimi giorni, questa priorità – si legge nella lettera a Fedriga – appare un po’ persa di vista, nonostante in molti casi le categorie citate non siano state messe completamente in sicurezza». Figliuolo, in sostanza, chiede alle Regioni di mettere fine ad «annunci di azioni non coordinate preventivamente con la struttura commissariale e non inserite in un piano coerente a livello nazionale che potrebbero avere un effetto indesiderato o addirittura contrario, arrivando a confondere l’opinione pubblica». –

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