Santa Croce, la culla del lambrusco
I residenti: «Si vive bene circondati dal verde». L’esigenza è un negozio di vicinato che eviterebbe di spostarsi in città
Mauro Pinotti
Benvenuti a Santa Croce, a tre chilometri da Carpi dove abitano 800 persone. Fino a qualche anno fa c’erano due market, due forni, una merceria e un’edicola. Oggi è rimasto un bar-tabacchi, una parrucchiera oltre alla storica trattoria “Santa Croce” e l’omonima cantina vinicola.
C’è pure il circolo Arci “Arcobaleno” dov’è possibile prenotare gnocco e tigelle e dove il 2 giugno si sta organizzando un pranzo.
I residenti non si lamentano più di tanto se non trovano sotto casa un negozio di alimentari per le necessità del momento. «Qui si vive bene – dice la grande maggioranza – È un paese tranquillo e c’è tanto verde».
La parrocchia con il suo circolo Anspi è molto attiva. La chiesa dedicata alla “Invenzione della Santa Croce” al suo interno ha una piccola cappella dedicata alla “Madonna dell’Aiuto” a cui i carpigiani sono molto devoti.
Il parroco don Adam Nika, di origine polacca, 42 anni, della scuola di papa Wojtyla, da otto anni in Italia, si occupa della parrocchia di Santa Croce da quattro anni e da un anno della parrocchia San Lorenzo di Gargallo.
Il 3 Bacco Tabacco Caffè Bar di via Pintor 2 è l’unica attività commerciale aperta della frazione. Per dieci volte è stato preso di mira dal ladri ma Stefano Caffagni, 53 anni, che gestisce il locale da sei anni ha tenuto duro.
«Non ci sono negozi - dice Caffagni – Fino al 2019 c’era un edicola e un forno che oggi sono chiusi».
Nel frattempo entra un pensionato che si lamenta per la mancanza di un negozio di generi alimentari.
«I centri commerciali a Carpi hanno fatto chiudere quelle poche attività che avevamo. Ci vorrebbe un negozio di vicinato per quelle persone che non hanno la possibilità di andare in città. Inoltre per acquistare medicinali dobbiamo spostarci nella vicina frazione di Gargallo», rimarca.
Tra via Chiesa Santa Croce e via Bollitora esterna a tutte le ore del giorno c’è un grande via vai di giovani e pensionati che fanno jogging o una semplice salutare camminata da soli o in coppia.
Proprio in via Bollitora c’è la storica trattoria Santa Croce al lavoro da tre generazioni. Per le sue specialità ma soprattutto per gnocco e tigelle è conosciuta anche all’estero: numerosi sono gli avventori, anche stranieri, che si recano qui per assaggiare un piatto di queste tipicità.
A gestire la trattoria è Massimo Bortolotti, 54 anni, insieme al fratello Giulio, passione ereditata dalla nonna Gilberta, 87 anni, e dal padre Angelo scomparso prematuramente due anni fa all’età di 65 anni. «Santa Croce è una piccola frazione che ha un’alta densità abitativa – spiega Massimo Bortolotti – In molti hanno abbandonato la città per questa oasi nel verde».
Altra eccellenza di Santa Croce, la cantina dove lavorano parecchi residenti della frazione. «Produciamo lambrusco della zona del Cristo di Sorbara, Grasparossa di Castelvetro e Pignoletto dalla provincia modenese e dei colli bolognesi – dice Veronica Agosti, 28 anni assistente dell’enologo Michele Rossetto – Siamo in 300 soci». Presidente della cantina è Francesco Schiavo e il vice è Lauro Coronati.
La frazione è nota anche per le camminate in campagne di numerosi carpigiani che si recano a piedi a sud della città. —
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