Carriera da millantatore
In auto con un’arma finta e un tesserino del Ministero
MILANO. Un violentatore seriale, una sorta di Barbablù dei nostri giorni che andava a caccia di studentesse. È l’immagine di Antonio Di Fazio, emersa in queste prime fasi dell’indagine partite dalla denuncia della studentessa attirata nella trappola di uno stage. Lo stesso giudice per le indagini preliminari, Chiara Valori, sottolinea come nel telefonino di Di Fazio siano state scoperte fotografie di altre ragazze, immagini «dello stesso tenore» di quelle che riprendevano la giovane che ha denunciato, «scattate dall’ottobre 2020». Una galleria fotografica, annota il giudice, «degna di un novello Barbablù». E l’analisi di quella galleria è definita «sconvolgente». Perché quelle fotografie? Per il gip non c’è una spiegazione alternativa se non quella di «documentare il trofeo conquistato».
Amante della bella vita e di auto lussuose, dalle indagini è emerso come Di Fazio fosse un millantatore: sulla base di un contratto di forniture di mascherine alla Regione, affermava di essere fornitore dell’Alto commissario per l’emergenza Covid, e in macchina aveva una pistola finta, un lampeggiante in uso alle forze dell’ordine e un tesserino del ministero dell’Interno. Oggetti che gli servivano per spacciarsi come faccendiere. —
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