«Circoli nella stessa sede ma perché le bollette le paga soltanto il Tassi?»
Alfonso Scibona
Scattano gli allarmi alla riapertura dei circoli sassolesi.
Uno di questi, il circolo per anziani Ottavio Tassi di via Repubblica, che si è sempre distinto per efficienza e attività a favore del territorio, denuncia comportamenti quantomeno opinabili con annesso disinteresse dell'amministrazione comunale.
«Forse abbiamo poco credito in municipio – dice dispiaciuta la presidente Celide Toni, 86enne ancora in gamba e con tanta voglia di farcela anche dopo le reiterate chiusure per la pandemia – Quello che mi dispiace di più è il comportamento di altre associazioni che hanno trovato posto da anni nel nostro stesso stabile, con i loro locali collegati al nostro contatore della luce elettrica ma con nessuna intenzione di contribuire al pagamento delle bollette».
Nello stabile di via Repubblica, al civico 32, ci sono le sedi dell'Atletica MDS Panariagroup, del circolo Artemisia, dell’Auser, dell’ Associazione Carabinieri in congedo, la sezione comunale dell’Anpi e un punto di riferimento di Arci.
«Nei tanti mesi in cui siamo stati chiusi per decreto – continua Toni – in queste associazioni qualcuno è sicuramente stato visto frequentare gli uffici al piano superiore. Credo anche che abbiano acceso delle stufe elettriche e anche questo ha portato, nei giorni scorsi, a una bolletta da 690 euro per il consumo di energia elettrica. In più ci sono 190 euro per l’acqua».
Uno sfogo umanamente comprensibile visto che al circolo ci sono centinaia di iscritti che non hanno potuto frequentare la sede e che le bollette arrivano lo stesso.
Ma l’indice accusatore della presidente Toni si rivolge non solo ai colleghi di chi non contribuisce alle spese ma anche e soprattutto nei confronti dell'amministrazione comunale. «Ho chiesto l’intervento dell'assessore Angela Ruini – conferma – Ha promesso che sarebbe passata ma poi non l’abbiamo vista in tutti questi mesi. L’ultima volta l’ho contattata in aprile ma non l’ho ancora vista. Vorrei puntualizzare che il nostro circolo si autofinanzia e non chiede nulla da anni. Adesso siamo in crisi vera e nessuno si fa vedere. Per gli altri circoli si stanziano fondi, si interviene anche per i lavori, per noi mai nulla».
«Nessuno – conclude – ha tempo per una realtà che sul territorio conta diverse centinaia di persone? Siamo dispersi da 15 mesi ma siamo sempre uniti». —
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