Gazzetta di Modena

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DODICI PUNTI SOTTO OSSERVAZIONE 

Formigine studia la viabilità per sanare le zone a rischio

Stefania Piscitello
Formigine studia la viabilità per sanare le zone a rischio

L’obiettivo è migliorare la sicurezza, ridurre l’inquinamento e incentivare la mobilità dolce. L’incrocio tra le vie Ferrari e Radici valutato tra i più pericolosi

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Stefania Piscitello

FORMIGINE. Dodici punti del territorio formiginese sono “sotto studio”. Sono quei tratti con maggiore circolazione dove sono iniziati i rilievi del traffico per arrivare alla predisposizione del nuovo Piano generale del traffico urbano. L’obiettivo è quello di studiare queste aree per migliorarne la sicurezza, ridurre l’inquinamento e in generale potere incentivare la mobilità dolce.

Si tratta di un terzo step dopo l’approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e del Biciplan nel biennio appena trascorso insieme ai Comuni di Fiorano, Maranello e Sassuolo. Ora Formigine procede col nuovo Piano generale del traffico urbano, aggiornando il precedente i cui lavori sono già stati attuati. «Questi dodici punti – spiega l’assessore all’ambiente Giulia Bosi – sono nati sia per capire quale sia la frequenza del passaggio, ma anche in prospettiva per riuscire a risolvere ad esempio i problemi di alcuni incroci».

Da quando a Formigine è iniziata la progettazione di rotatorie, spiega Bosi, il numero di incidenti è diminuito così come la qualità dell’aria. Nel nuovo piano allo studio ci sono alcuni incroci definiti “a rischio”: «C’è l’incrocio tra via Ferrari e via Radici. Lì puntiamo a risolvere innanzitutto il problema dell’incrocio pericoloso e anche a capire effettivamente adesso qual è il flusso dei mezzi, così da potere progettare in modo ottimale una rotonda».

I consulenti del Comune stanno lavorando per capire non solo il numero dei veicoli che transitano in determinati punti, ma anche ad esempio il raggio di curvatura delle auto: un’analisi del territorio a tutto tondo. L’incrocio tra via Ferrari e via Radici è tra i dodici punti allo studio forse tra i più emblematici, perché si tratta di un’area in cui si sono verificati vari incidenti. «In generale – aggiunge Bosi – l’obiettivo che ci siamo dati è mettere in sicurezza le persone, ciclisti e pedoni in primis anche per incentivare la mobilità sostenibile. Grazie a queste analisi andremo a cercare soluzioni più specifiche rispetto a quelle individuate del Biciplan distrettuale». Tra via S. Antonio, via Imperatora e via Stradella c'è un altro punto critico dove, in collaborazione con la Provincia si stanno analizzando i flussi del traffico per risolvere le problematiche. Dal miglioramento delle condizioni di circolazione e sicurezza stradale, alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, gli obiettivi del piano sono tanti, così come le possibili soluzioni, che possono spaziare dalla creazione di isole ambientali, zone 30, strade residenziali e altro ancora. —

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