Il progetto in stallo/ «Polo S.Agostino, progetto lontano dalla città»
Enrica Manenti, ex direttrice della biblioteca San Carlo e consigliera M5S: «Mancano visione d’insieme e partecipazione»
MODENA Qualche passo avanti rispetto al passato lo vedono, ma le carenze restano preponderanti: «Del resto, il progetto è nato con un errore, ovvero quello di essere partiti dal contenitore e non dal contenuto». Al centro c’è ancora il futuro polo culturale Sant’Agostino, e ad intervenire dopo il nuovo stop causato dall’annullamento del bando del 2014 da parte della Fondazione di Modena è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Un tema affrontato da Enrica Manenti, consigliera M5S ed ex direttrice del Museo della Figurina e poi della Biblioteca della Fondazione San Carlo di Modena: «Partire dal contenitore e non dal contenuto è stato un grave errore iniziale - spiega - che ha portato ad idee forse suggestive ma sbagliate, come quella di trasferire la biblioteca Estense, che non ha un’utenza tale da impegnare spazi così importanti. Dopo questa falsa partenza - incalza Manenti - si è deciso di puntare sulla firma di Gae Aulenti, con un’ipotesi ancora una volta suggestiva ma sbagliata, perché non teneva conto a sufficienza del contenuto che sarebbe stato ospitato dal grande polo culturale».
Arrivando a oggi, secondo l’ex direttrice della biblioteca San Carlo «qualche passo avanti è stato fatto, ma il progetto resta carente sotto due punti di vista: prima di tutto manca una visione d’insieme, e di conseguenza l’integrazione con la città, con le altre raccolte già esistenti e con gli istituti culturali privati. In secondo luogo, è mancata la partecipazione, come spesso succede in questa città, eccezione fatta per il progetto per la riqualificazione delle ex Fonderie». La consigliera del Movimento 5 Stelle fa anche notare che «il progetto è stato penalizzato dallo scollamento tra il proprietario e l’ente pubblico: le competenze residue del Comune andrebbero valorizzate meglio, mentre dall’altra parte c’è la Fondazione, che è quella che realizza concretamente l’intervento, ma che sembra molto lontana dal pubblico».
Scelte per le quali l’ex direttrice della biblioteca San Carlo avrebbe visto bene «la nascita di un comitato scientifico che governa i processi culturali della città, mentre negli anni si è andati avanti con questo scollamento, arrivando a un progetto che ancora oggi è scollegato dal resto della città». Per quanto riguarda il bando annullato, la consigliera M5S fa notare che «abbiamo aspettato talmente tanto che qualche mese in più non cambierà le cose: l’importante ora è riflettere bene su quello di cui ha bisogno la città». —
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