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Meteorite a Disvetro: l’istituto di astrofisica gira un documentario

Serena Arbizzi
Meteorite a Disvetro: l’istituto di astrofisica gira un documentario

Gaddi ripercorre le tappe dell’eccezionale ritrovamento con gli esperti dell’ente nazionale per un’opera divulgativa 

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CAVEZZO. Il meteorite “Cavezzo” sarà protagonista di... un docufilm.

Ieri e oggi sul luogo del ritrovamento gli esperti di punta dell’istituto nazionale di astrofisica (Inaf), stanno girando un documentario con Davide Gaddi e l’immancabile cagnolina Pimpa, per ripercorrere le tappe dell’eccezionale scoperta, a Disvetro.

«Il reperto è caduto il primo gennaio 2020 ed è stato ritrovato il 4 gennaio, meno di tre giorni dopo la caduta – spiega Daniel Gardiol, primo tecnologo presso l’Inaf – Un fatto eccezionale a livello mondiale».

È stato possibile risalire a questa conclusione grazie ai calcoli della rete di sorveglianza delle meteore Prisma, coordinata dall’Inaf.

Il meteorite è stato analizzato ed è stato classificato: «È una condrite anomala. Oltre ad essere stata trovata appena caduta ha anche caratteristiche particolari – aggiunge il dottor Gardiol – Sta per uscire un articolo scientifico in cui è descritto il processo di analisi e catalogazione. Altri due articoli seguiranno con approfondimenti. Ora, però, pù che per la parte squisitamente scientifica, siamo qui per effettuare riprese video per un documentario che racconterà questa storia in tutta Italia. Ci prefiggiamo di raggiungere quest’obiettivo con l’esposizione del reperto e la proiezione del documentario, prodotto da noi, in collaborazione con la Compagnia Piccolo teatro d’arte di Torino, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio sempre di Torino».

Saranno effettuate riprese anche al museo di Scienze planetarie di Prato, dove si trova il meteorite e anche all’osservatorio di Torino.

«Il documentario è di 30/35 minuti e combina in modo rigoroso aspetti scientifici e visione più emotiva – rimarca Gardiol – Dall’interpretazione delle meteore nell’antichità, il loro significato e come, pian piano, nei tempi moderni si sia arrivati a comprendere scientificamente il fenomeno. Sarà a disposizione di tutti».

Dal 1959 solamente 35 meteoriti sono stati ritrovati nello stesso modo del meteorite “Cavezzo” su 64mila. Ciò li rende estremamente importanti perché si può calcolare la traiettoria e il punto di caduta, oltre alla zona del sistema solare da cui proviene. —



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