La storia sui pannelli interattivi realizzati dagli studenti dell’Ic3
La scelta del percorso della “Camminata della memoria” nel giorno del 29° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, patrocinata dal Comune di Modena e promossa dal Sap (Sindacato autonomo di polizia), in collaborazione con le altre organizzazioni sindacali delle forze dell’ordine e il Csi, ha voluto toccare soprattutto la zona sud della prima periferia cittadina, le cui vie sono dedicate alle vittime di mafia e terrorismo. «E infatti nella titolazione delle vie, il Comune di Modena da sempre ha dimostrato una spiccata sensibilità per questo tema - ha confermato il segretario provinciale Sap Ottorino Orfello - l’occasione del Memorial Day è stata così preziosa per fare in modo che la prima parte del percorso della camminata si snodasse tra le vie dedicate ai magistrati Rocco Chinnici, Paolo Borsellino e al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, assassinati per mano di Cosa nostra, per proseguire lungo via Carlo Casalegno e via Walter Tobagi, giornalisti e scrittori vittime delle Brigate Rosse, via Pio la Torre e via Pier Santi Mattarella, noti politici italiani anch’essi assassinati per opera di Cosa nostra, senza tralasciare via Salvo D’acquisto, per concludere in Largo Marco Biagi e in Largo Aldo Moro».
Durante la prima parte del percorso nella zona di via Salvo D’Acquisto si è anche fatta tappa ai vari pannelli informativi multimediali dedicati ai personaggi a cui sono titolate le vie che sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra l’Istituto comprensivo 3 di Modena e il Comitato per la sicurezza del quartiere. «Un’iniziativa davvero speciale quella dei pannelli - ha sottolineato Gian Carlo Guarente, portavoce del Comitato Salvo D’Acquisto - messa in campo grazie all’idea del dirigente Daniele Barca e del suo staff di insegnanti di tutto l’Istituto comprensivo. Su ciascuno di essi vi è un Qr code che, se inquadrato con lo smartphone, dà la possibilità di accedere ad un videoracconto dedicato al personaggio a cui è titolata la via».
Progetto molto apprezzato anche dai residenti che non hanno perso l’occasione di partecipare all’iniziativa, come Albertina Pifferi e Paolo Gavioli: «Abitiamo in zona e abbiamo partecipato con grande piacere alla camminata contro le mafie - spiegano - perché oltre ad avere un valore intrinseco immenso, è stata l’occasione per dare visibilità al progetto di grande valore culturale messo in campo dagli studenti e dagli insegnanti delle nostre scuole vicino a casa».
Quello di combattere ogni forma di criminalità partendo dalla diffusione della cultura è stato infine il pensiero espresso sia dalla vicepresidente di Libera Enza Rando che dal portavoce di Unimore Marcello Pellicciari, che hanno definito la cultura un importantissimo strumento per travalicare i sistemi mafiosi e il terrorismo che invece si basano sull’ignoranza, sulla disuguaglianza e sulla violenza. —
P.D.
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