Ventiventi e Burana brindano al progetto ecosostenibile per irrigarare la Bassa
Alla cantina della famiglia Razzaboni la presentazione di “Staggia” impianto da 11 milioni con risparmio idrico
Mattia Cocchi
MEDOLLA. «Siamo giovani e guardiamo avanti, Ventiventi crede in un’agricoltura sana e rispettosa dell’ambiente». Si presenta cosí la famiglia Razzaboni che nella mattinata di ieri ha aperto le porte della Cantina Ventiventi di Staggia. Vittorio (imprenditore e con la sorella titolare dell’azienda Cima), insieme ai figli Riccardo, Andrea e Tommaso spiega: «Il progetto Ventiventi nasce dal desiderio della nostra famiglia di dar vita ad una realtà nuova e differente, nel distretto viticolo a nord di Modena. La nostra fantasia è servita per immaginarla, la praticità per darle forma, la tenacia per realizzare quel sogno. Come mai questo nome? È l’anno 2020 ad averci suggerito l’idea, quello che coincide con l’ultimazione della struttura e della piena operatività, il vero inizio della nostra storia». La giornata, organizzata nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, in collaborazione con il Consorzio Burana, è servita inoltre per la presentazione dei lavori di costruzione del nuovo impianto pluvirriguo “Staggia”. Il progetto costa 11 milioni 370 mila euro ed è finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L’impianto sorgerà nel territorio del comune di San Prospero e permetterà di irrigare con un sistema ad alta valenza tecnologica e un consistente risparmio idrico.
Al doppio evento hanno partecipato tutti i sindaci dell’Area Nord, il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Francesco Battistoni, gli onorevoli Incerti e Golinelli, il senatore Aimi e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi.
A spiegare l’importanza del progetto il presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) Francesco Vincenzi che, nella sua presentazione sottolinea l’importanza dell’acqua e dell’irrigazione per le piantagioni. «Siamo convinti — spiega ancora Vittorio Razzaboni — che la sostenibilità sia l’unica strada percorribile ed è per questo che il biologico è un imprescindibile punto fermo, fin dalla messa a dimora del primo vigneto, nel 2016. L’azienda è dotata di impianto fotovoltaico e l’obiettivo è quello di diventare il più possibile autosufficiente dal un punto di vista energetico e di tutti i macchinari utilizzati, tanto in cantina quanto nel vigneto (macchine a recupero per i trattamenti). Tutta la strumentazione è stata pensata per assecondare l’anima “green” di Ventiventi. L’azienda è stata progettata e realizzata seguendo una concezione moderna, con l’unico obiettivo di ottenere un prodotto di qualità attraverso il massimo rispetto delle piante e del territorio, curando l’ordine e la precisione. Non ci affidiamo alla chimica ma all’equilibrio della natura, grazie alla tecnologia riduciamo sensibilmente l’utilizzo del rame e dello zolfo. Gestiamo la vendemmia grazie ad una vendemmiatrice di ultima generazione che ci permette di portare l’uva in cantina nelle migliori condizioni possibili. Pensiamo che la modernità passi da razionalità e buon senso, senza mai perdere di vista il rispetto della tradizione». —
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