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Ci sono 400mila euro per il ponte di Olina «Ma l’iter è fermo»

Daniele Montanari

I fondi per salvarlo sono stati ottenuti a Roma a inizio 2020 Serri e Bonucchi: «I lavori vanno fatti prima dell’inverno»

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Daniele Montanari

Pavullo. «I soldi per il recupero del ponte di Olina ci sono e vanno utilizzati al più presto, senza arrivare all’inverno».

A sottolinearlo sono il sindaco di Montecreto Leandro Bonucchi e l’ex consigliera regionale Luciana Serri, che quando era in carica si spese in prima linea per portare a casa le risorse. I fatti sono noti: l’insorgenza di crepe costrinse il 14 febbraio 2019 i due Comuni di Pavullo e Montecreto a chiudere la struttura al traffico veicolare. C’era la necessità di un rapido intervento per la tutela di questo gioiello architettonico del 1522, uno dei grandi simboli di tutto il Frignano. Ma sono passati due anni e nulla si è mosso. E a questo punto si rischia di arrivare nel 2022 alla celebrazione dei 500 anni in un’imbarazzante situazione di chiusura: il caso è stato sollevato a Pavullo dal consigliere Davide Venturelli, senza l’ottenimento di grandi risposte.

«I soldi per il recupero ci sono – sottolinea Bonucchi – si tratta di 400mila euro ottenuti a Roma a inizio 2020 in un incontro ministeriale voluto da Luciana, a cui va tutto il merito». «Nessun merito – nota lei – ma solo la volontà di fare qualcosa per un patrimonio caro a tutti qui e anche a me personalmente, da quando ero bambina. Nell’estate 2019 da consigliera scrissi al Ministero, fornendo le relazioni necessarie per far capire l’importanza storico-architettonica del ponte, e rispondendo a tutte le richieste di approfondimento. Nel gennaio 2020 mi fissarono un appuntamento e portai anche Leandro. Le cose andarono molto bene: ottenemmo un provvedimento interministeriale, a firma sia del Ministero dei Beni Culturali che di quello delle Infrastrutture, che prevedeva un finanziamento da 400mila euro per il restauro».

Soldi affidati direttamente dal Ministero alla Soprintendenza, con la gestione sia della gara d’appalto che dei lavori. Da allora però non si hanno più notizie: «Bisogna che l’iter si sblocchi – notano Bonucchi e Serri – l’estate è il periodo ideale per questo tipo di lavori, protrarre lo stato di fatto all’inverno espone a troppi rischi strutturali. Il ponte va recuperato e messo nelle condizioni di celebrare degnamente la festa dei suoi 500 anni». —

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