Colpi in farmacia e alla Gino Pini Amato & C. rischiano
I loro tre nomi erano entrati in un’ampia operazione dei carabinieri di Parma che avevano contestato alla banda l’associazione a delinquere. Il 47enne Tiziano Barosi, il 36enne Giancarlo Truzzi e il 48enne Alfredo Amato erano addirittura considerati i capi del gruppo, coloro che davano le direttive per i furti. Colpi che privilegiavano le casseforti e che erano arrivati fino nel Modenese con due episodi avvenuti in una parafarmacia di Montale – dove sparì la cassa fiscale – e la polisportive Gino Pini (nessun bottino). Ebbene, per quei due episodi sui 43 totali contestati e avvenuti tra il 2009 e il 2012, i tre imputati si trovano ora a processo a Modena dove però non viene contestata l’associazione a delinquere già giudicata in altra sede.
E la richiesta di condanna, avanzata dal pubblico ministero Nicoletta Garibaldo, è stata pesante. Per Barosi (difeso da Gianbattista Scalvi) e Truzzi (avvocato Mattia Fontanesi) è stata di 3 anni e 6 mesi. Per Amato, difeso dall’avvocato Edoardo Salsi che lo ha assistito anche nel processo Aemilia dove è imputato, la procura ha chiesto al giudice Eleonora Quattrocchi tre anni.
Gli avvocati difensori, invece, hanno sostenuto non via siano prove adeguate per contestare loro i furti: assenza di videoriprese nitide e tali da renderli riconoscibili e intercettazioni contestate sono i capisaldi della richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto anche perché i sospetti erano su un assalto al supermercato “La Rotonda” e non alla Gino Pini.
«Non sarò un santo – ha detto in spontanee dichiarazioni Amato, in collegamento dal carcere – ma non mi si può condannare anche per ciò che non ho fatto». —
F.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google