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l’allarme dei sindacati 

Infortuni sul lavoro in calo, ma l’emergenza resta

Gabriele Farina
Infortuni sul lavoro in calo, ma l’emergenza resta

Cgil, Cisl e Uil: «I settori più colpiti restano l’edilizia, l’agricoltura e l’industria. E mancano gli ispettori per i controlli»

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Gabriele Farina

Un dato che si può leggere in positivo, ma che non deve far cantare vittoria troppo in fretta. Anche se a Modena risultano in diminuzione rispetto all’anno scorso, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali rappresentano ancora motivo di preoccupazione per i sindacati.

Per questo Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena-Reggio domani organizzano un presidio davanti alla prefettura di Modena.

L’iniziativa, intitolata “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro!”, si svolge alle 15 e fa parte della settimana di mobilitazione promossa in tutta Italia da Cgil Cisl Uil.

Dopo essere stata negli anni scorsi la provincia dell’Emilia-Romagna con il peggior andamento infortunistico (+6,6% tra il 2015 e 2019), nel primo trimestre 2021 Modena registra una lieve diminuzione del fenomeno. Tra gennaio e marzo di quest’anno sono state presentate 3.106 denunce di infortunio sul lavoro (erano state 3.115 nello stesso periodo 2020), si è verificato un infortunio mortale (contro i quattro di gennaio-marzo 2020) e sono state 115 (164 l’anno scorso) le denunce per malattie professionali.

«È prematuro sostenere che vi sia un’inversione di tendenza, anche perché i dati sono condizionati dalla pandemia e dalla ancor debole ripresa dopo l’alternanza tra chiusura e apertura delle attività - commentano Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena-Reggio – Di certo emerge un aumento di infortuni e malattie tra i lavoratori stranieri e le donne, mentre sono in netto calo gli infortuni in itinere. La maggior parte degli eventi mortali e gravi è dovuta a schiacciamento, fratture, cadute dall’alto, avviamento inatteso di una macchina/mezzo. I settori più colpiti sono sempre gli stessi: edilizia, agricoltura, industria, logistica. Quante alle malattie professionali, le più frequentemente denunciate sono da sovraccarico biomeccanico e neuropatie (es. tunnel carpale), patologie dell’orecchio, tumori e da un anno anche Covid-19».

I sindacati sostengono che gli infortuni e le malattie sono concentrati negli appalti e subappalti, nelle micro e piccole imprese e in taluni distretti (per esempio quella della lavorazione delle carni). È qui che andrebbero potenziate le ispezioni, ma Cgil, Cisl e Uil sottolineano che a Modena manca almeno il 30% degli ispettori del lavoro e sono pochi anche gli ispettori di Inps, Inail e Ausl, se si considera che devono controllare circa 58 mila aziende con almeno un addetto. —

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